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Discarica esaurita, in estate dove andrà l’immondizia di Cerignola

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Gennaro Balzano
Giornalista, corrispondente da Cerignola per La Gazzetta del Mezzogiorno, insegna nella scuola primaria. Collabora con l'Università di Bari ed è consulente in comunicazione in diversi progetti.

I rifiuti, croce e delizia della politica, rischiano di ritornare al centro del dibattito politico proprio nei prossimi giorni. Nonostante infatti nell’ultimo anno più volte si sia parlato di un prossimo esaurimento del V lotto della discarica Forcone-Cafiero, adesso pare si sia giunti alla conclusione di ogni cosa. Il 15 giugno, giorno più giorno meno, e salvo nuovi provvedimenti da Bari, non si potrà più scaricare nel bacino consortile.

In questo primo anno di amministrazione Metta e di “rivoluzione” sul fronte rifiuti, con cambi ai vertici Sia e posizioni contrastanti di Franco Metta (alcune da Sindaco, altre da Presidente del Consorzio), sul VI lotto si è optato per la strategia attendista. Infatti è stato difficile mediare le posizioni in base ai ruoli del Sindaco. Dal “no” secco del Metta politico e amministratore, all’assenso alla costruzione del Presidente Metta (anche perché lo impone l’AIA).

Resta in tutto questo la necessità di provvedere subito all’avvio dei lavori per la costruzione del VI lotto, provvedimento che richiede una ingente quantità di denaro attualmente non a disposizione. Oltre quest’anno passato, ci vorrà ancora molto tempo per giungere alla costruzione del nuovo lotto. Nel frattempo l’immondizia dei 9 comuni potrebbe finire a Taranto, con evidente dispendio di risorse per il trasporto e per il conferimento. Risorse che dovranno necessariamente essere prelevate dalle tasche dei cittadini.

A questo si aggiungono infine le carenze di SIA, società nelle cui casse manca il denaro di molti comuni, con un parco mezzi incerottato e bilanci ai limiti della sopravvivenza. In estate non potrà accedere, come invece è successo nelle scorse settimane, che i rifiuti restino anche una settimana per strada. Il clima è d’incertezza e al momento nessuna soluzione sembra scorgersi all’orizzonte.

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