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Metta sul futuro di SIA: “Soluzione trovata”. Sgarro, “Ennesima messa in scena”

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Vito Balzano
Caporedattore, giornalista. Laureato in Scienze della Comunicazione Sociale, Istituzionale e Politica. Dottore di Ricerca in Dinamiche Formative ed Educazione alla Politica.

La questione rifiuti a Cerignola rischia di creare un precedente come pochi nella storia, simile forse a quanto le cronache hanno narrato non troppo distante da noi, nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Una discarica ormai al collasso, un consorzio in affanno e una Società, la SIA, che sembra aggravare la propria posizione ogni giorno di più.

In una nota stampa di ieri il Primo Cittadino, Franco Metta, ha parlato in termini positivi: «La soluzione per garantire la sopravvivenza di SIA è stata trovata», ha scritto. Proseguendo poi nello sciorinare ringraziamenti agli altri attori in gioco senza però spiegare bene quale sia questa tanto decantata soluzione: «Grazie al senso di responsabilità, alla disponibilità,  al cuore e all’intelletto di tutti i presenti una soluzione è stata individuata e adesso va seriamente praticata. Non posso negare che l’applauso dei tantissimi dipendenti SIA presenti mi abbia fatto piacere. Ma non c’è nessun vincitore e nessun vinto. C’è un sistema costituito dagli Enti territoriali, dal Management della SIA, dal responsabile del Consorzio, dal Collegio dei Revisori dei conti, ha fatto squadra con grande senso di responsabilità. Nessun trionfalismo, però. I problemi sono tutt’altro che risolti – chiosa Metta –. La attenzione deve restare alta, l’impegno massimo». 

Di diverso avviso, evidentemente, il leader dell’opposizione, Tommaso Sgarro, che in un comunicato stampa di stamane precisa come le scelte, a suo dire poco lungimiranti, stiano declinando il fallimento totale in materia di gestione del ciclo rifiuti. «L’ennesima messa in scena. L’ennesima esibizione teatrale del suo Presidente. Gridavano a gran voce di avere a cuore le sorti di SIA e dei suoi dipendenti ma ne hanno decretato, probabilmente, la morte – tuona il Segretario Pd di Cerignola –. Era chiaro ed accertato, sin dall’inizio del mandato di Metta, che, come certificato dalla società di consulenza KPMG, i contratti di servizio e i corrispettivi per il trattamento e smaltimento dei rifiuti fossero inadeguati e  che l’equilibrio di bilancio era garantito dal conferimento dei circa 30 comuni extra bacino. In un anno cosa è stato fatto – si chiede Sgarro –? I lavori per l’ampliamento e l’adeguamento dell’impianto di biostabilizzazione, nonostante l’aggiudicazione fosse stata fatta già ad aprile dello scorso anno, sono partiti solo qualche giorno fa e ci è voluto l’intervento dell’autorità giudiziaria per accelerarne i tempi. I trenta comuni extra bacino conferiscono rifiuti altrove. Il VI° lotto di discarica, contro cui Metta si era scagliato facendolo diventare la propria “linea del Piave” in campagna elettorale, ora è diventato addirittura strategico. Ora sarebbe, secondo lui, colpa dei cittadini immotivatamente contrari, se i lavori non sono partiti».

A detta del piddino, quindi, le colpe di questa pericolosa situazione di stallo sono imputabili proprio al cicognino: «Intanto, in virtù dell’inerzia, dell’incompetenza e dell’arroganza con cui è stato gestito il Consorzio, ieri hanno sbandierato presunti adeguamenti ai contratti di servizio che, al momento, non hanno alcun valore tecnico-giuridico e, quindi, pratico. Senza alcuna revisione ai bilanci Comunali, senza revisione della TARI, infatti, nemmeno un euro potrà essere destinato a SIA a cui, per garantire la piena operatività, servono almeno altri 6-7 milioni di euro. Questo solo per i servizi di raccolta e spazzamento dei rifiuti, ai quali vanno aggiunti altri 9-10 milioni di euro per il trattamento e lo smaltimento degli stessi presso altri impianti. Quindi, i Comuni del Consorzio dovranno farsi carico di ulteriori costi valutabili dai 15 ai 17 milioni di euro. Nella migliore delle ipotesi, Cerignola avrà un aggravio di oltre sei milioni di euro. A questo punto, insomma pagheranno i Cittadini per l’incapacità di Metta o SIA fallisce. Cosa ci sia da sbandierare come successo sinceramente non si capisce proprio. Infine,  – conclude Sgarro – un’ultima domanda al Presidente del Consorzio: vista la drammaticità della situazione finanziaria, con quali risorse finanziarie intende realizzare il VI° lotto di discarica, divenuto improvvisamente “strategico”? I numeri, purtroppo, non lasciano spazio ai tentativi demagogici di Metta di apparire come il salvatore della Patria, avendone determinato l’affossamento. Ma sappiamo già cosa succederà: insulti a iosa ma nessuna risposta. Non a noi, ai lavoratori di SIA». 

 

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