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    Biblioteca Provinciale “Magna Capitana” salva: una vittoria? Sì, ma in parte

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    E’ del tardo pomeriggio di martedì la notizia del salvataggio della Biblioteca Provinciale “Magna Capitana” da parte della Regione Puglia. Negli ultimi mesi, infatti, si era fatto forte il timore che la scure della legge Delrio (n. 56 del 7 aprile 2014-Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) si abbattesse anche su questa importante struttura, importante perché può vantare numeri non indifferenti, come i suoi 30.000 iscritti, i suoi 250.000 volumi, più di 15.000 libri antichi, 33.000 manifesti cinematografici, 3000 fotografie, 4500 dischi in vinile e 3200 CD musicali. Ma come detto, la comunità della nostra Provincia può tirare un sospiro di sollievo: la Biblioteca resta dov’è. A spiegare come sono andate le cose è l’assessore al bilancio della Regione Puglia (e segretario provinciale del Partito Democratico) Raffaele Piemontese che, dalla propria pagina Facebook, comunica:

    “Come avevamo detto, la biblioteca “La Magna Capitana” è salva e la Regione restituisce serenità ai dipendenti delle Province. In Consiglio regionale, abbiamo appena approvato la legge che completa il processo di riordino previsto dalla legge regionale 30 ottobre 2015, n. 31 (Riforma del sistema di governo regionale e territoriale). Con il provvedimento approvato a maggioranza dal Consiglio continua, in particolare, la ricollocazione del personale dichiarato in sovrannumero dalle Province, a completamento del processo di riordino delle funzioni non fondamentali delle stesse. Si stabilisce, poi, che la restante capacità assunzionale dell’ente venga utilizzata per ricollocare nell’organico della Regione il personale delle biblioteche e dei musei provinciali, nonché gli addetti alla funzione del turismo. Inoltre, vengono trasferite alla Regione le funzioni in materia di valorizzazione dei beni culturali, biblioteche, musei e pinacoteche (ad eccezione di quelle attribuite alla Città metropolitana di Bari); quelle di controllo e vigilanza ambientale, turismo, formazione professionale, trasporto e assistenza scolastica agli studenti disabili delle scuole superiori e assistenza specialistica per l’integrazione scolastica degli alunni audiolesi e videolesi”.

    Una vittoria per il nostro territorio? Sì, ma in parte. Sebbene il personale sia stato salvato, lo stesso non può dirsi per la dirigenza. Infatti, quest’ultima passa a Bari, in virtù della riorganizzazione degli uffici regionali sancita nell’ultimo Consiglio Regionale, con buona pace del presidente della Provincia Francesco Miglio che aveva da poco rinnovato la delega a ricoprire tale incarico a Francesco Mercurio, ruolo che svolgeva ormai dal 1999. Il nuovo dirigente dovrebbe essere designato dopo l’emanazione di un bando da parte della Regione. L’opinione pubblica locale, almeno da quanto traspare anche sui social network, è sostanzialmente divisa in due fazioni: da una parte vi è chi si dice sollevato dallo scampato pericolo di una sottrazione alla Città ed alla Provincia della Biblioteca e si rallegra per il mantenimento dei posti di lavoro in essere del personale, mentre dall’altra chi, pur riconoscendo l’importanza di avere ancora fisicamente in loco la struttura di viale Michelangelo, nutre delle perplessità davanti all’ennesimo atto di “Baricentrismo” operato dall’Istituzione regionale e si chiede che senso abbia una struttura culturale così importante con “il corpo” a Foggia e “la testa” a Bari, senza quindi una direzione che sia locale a capo di un apparato piuttosto complesso. Il dibattito è aperto e vivo. La sensazione è che non cesserà così presto.

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