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    Cerignola e lo strano caso dei 20 mila euro. I possibili interessati smentiscono Metta

    Le iniziali dei nomi riportati dal Primo cittadino cerignolano farebbero riferimento ai noti imprenditori Rocco Bonassisa e Gerardo Biancofiore. Le immagini, però, sembrano inchiodare Bonassisa

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    Una scatola di cioccolatini, forse di biscotti natalizi, con dentro una mazzetta da 20 mila euro, consegnata in comune, a Cerignola, nella mani del Sindaco Metta che denuncia subito l’accaduto alle forze dell’ordine. Fin qui una storia di buona politica – che si tratti di atto dovuto o di grande azione dimostrativa – che disegna una figura di Sindaco integerrimo, lontano dai giochi di potere e dalla corruzione. Nelle ore che seguono, tra bagarre politica e voci di corridoio, si comincia a delineare una vicenda molto più precisa e dettagliata rispetto a quanto riferito dai frettolosi house organ intenti più ad esaltare un gesto ‘normale’ – quasi fosse qualcosa di assolutamente magnifico – che a comprenderne le ragioni e le motivazioni.

    A fare chiarezza oggi, però, è stato “Il Mattino di Foggia e Provincia”, un media foggiano. Già perché proprio da Foggia sembrano essere molto più interessati alla vicenda rispetto ai mezzi d’informazione cittadina, divisi tra chi cerca conferme sui dettagli e chi corre a urlare ‘viva il Sindaco’. Proprio questi, infatti, in un sua dettagliata nota stampa faceva riferimento a due imprenditori, R.B. e G.B., che in molti senza troppe difficoltà hanno inteso fossero Rocco Bonassisa, già noto alle cronache provinciali per questioni giudiziarie – poi risoltesi positivamente per lui – riguardanti le discariche di Orta Nova e Castelluccio dei Sauri, e Gerardo Biancofiore, imprenditore edile cerignolano, Presidente regionale e provinciale dell’ANCE. I due, con le aziende di riferimento (Agecos Spa e Sedir), il 23 settembre scorso avevano promosso una manifestazione di interesse per la realizzazione del sesto lotto della discarica Forcone-Cafiero, un affare da circa 100 milioni di euro.

    Metta ha subito sottolineato di aver denunciato entrambi gli imprenditori, uno per averGerardo-Biancofiore fattivamente consegnato la presunta mazzetta, l’altro per essere il possibile mandante. Ma proprio i due imprenditori, raggiunti dal media foggiano, dicono di non sapere nulla della vicenda e replicano al Sindaco parlando di «vergogna totale». Proprio Gerardo Biancofore, infatti, sulla vicenda replica seccato: «Sì, c’è un appuntamento fissato da me con Metta (il Sindaco aveva parlato di un appuntamento fissato il 14 dicembre alle 14.30, ndr.) ma perché associare questa schifezza al mio nome? Che posso fare se non sporgere denuncia? E’ una vergogna totale non so proprio come prenderla. Nell’ATI proposta con Bonassisa io detengo appena il 15%, mentre Bonassisa detiene il 60% mi pare, ma di fronte a questa storia mi tocca immediatamente mandare una lettera per uscirmene di corsa, nonostante la manifestazione d’interesse che abbiamo presentato segua tutti i canoni di legge e non ha nulla di strano. Mi fa specie che il Sindaco accosti pubblicamente il nome di chi gli avrebbe consegnato i soldi al mio. Una vergogna».

    rocco-bonassisaSulla scia delle dichiarazioni di Biancofore si esprime anche Bonassisa, il diretto interessato pare della vicenda. «La gente è pazza. Io sono fuori da due giorni: l’altra sera sono stato a dormire a Bari, sono andato in banca, e alle due ero in ufficio; poi sono andato via alle cinque per vedere mio figlio piccolo che ha la passione per i cavalli: figurati se potevo essere a Cerignola. Se vi sono le telecamere si tirassero fuori i filmati e vediamo (e a quanto pare ci sono realmente le immagini nitide nelle mani degli agenti del commissariato di Polizia di Cerignola, ndr.). E poi a titolo di cosa io avrei dovuto dare dei soldi a qualcuno: non ho più incarichi aziendali pubblici e non so neppure dove sta l’impianto della SIA. Sono curioso di sapere chi e quando mi ha visto a Cerignola. Tra l’altro io non ho più interessi nelle aziende, in provincia, mi sono dato all’agricoltura. Ripeto non so neppure dove sia l’impianto della SIA. Un gruppo di imprenditori, tra cui la mia azienda, ha fatto una manifestazione d’interesse in cui si dice che mettiamo 10 milioni di euro per fare l’investimento. E io che devo vincere l’appalto devo dare dei soldi a qualcuno? O sono impazziti i miei, perché io in azienda non ho più incarichi, oppure c’è qualcosa che mi sfugge, detto con molta onestà».