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    La contraddizione di Metta sul servizio mensa: “Ladisa, qualità eccellente”

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    «Qualità eccellente, soddisfazione generale, numero di pasti somministrati superiore in media a quello dell‘anno precedente». Queste le parole in uno dei passaggi più significativi della nota stampa che il Sindaco Metta ha inoltrato alle Redazioni nella giornata di ieri. Fa sorridere – amaramente – leggere un simile giudizio proprio da chi, non più tardi di un anno fa, parlava da candidato alla guida della città in termini piuttosto diversi: «i nostri bambini mangiano merda», urlava dai palchi riferendosi a Ladisa. Quel che più di ogni altro aspetto, però, ha il sapore della beffa è quanto sta accadendo in queste ore. «Il 7 giugno la commissione presieduta dal dirigente dott.ssa Dettori ha aggiudicato il servizio alla Ladisa spa – annuncia Metta -. Due i partecipanti. Uno di questi è stato escluso dalla Commissione per totale carenza di requisiti. Ora si procede con le attività propedeutiche alla aggiudicazione definitiva. 35 giorni dopo la “definitiva“ si stipulerà il contratto tra Amministrazione e Ladisa spa, un colosso mondiale della ristorazione». E solo un anno fa garantiva, diversamente, alle mamme che mai avrebbe riaffidato il servizio a quell’azienda tanto criticata. «Ci ha detto per anni Metta che la Ladisa lì non poteva stare e che i cibi erano rischiosi per la salute dei nostri figli. Ci ha promesso che non avrebbe mai riaffidato a Ladisa» urlavano davanti alle scuole le mamme nel novembre dello scorso anno. Anni di battaglie dai palchi, nei banchi dell’opposizione e davanti alle scuole, sono magicamente scomparsi, volatilizzati.

    Cambiare idea non è reato, questo si sa, ma non ottemperare alle promesse fatte in campagna elettorale dovrebbe appartenere a una politica vecchia, alla conduzione autocratica della macchina amministrativa, a una politica partitica e non al civismo nel suo senso più ampio. Evidentemente, ed è sotto gli occhi di tutti, il passaggio dalla politica urlata, a quella parlata, dalla denuncia alla proposta, dalla critica alla costruzione non c’è stato e Cerignola, in questo senso, rappresenta solo uno dei tanti fallimenti italiani dell’ultimo quinquennio, lì dove il civismo e i movimenti, volatili o stellati che siano, hanno preso la guida, sono venuti a galla tutti i limitati in termini strutturali e di competenza della gestione della cosa pubblica.

    10 COMMENTS

    1. Correggete: “…sono venuti a galla tutti i limiti in termini strutturali e di competenza della gestione della cosa pubblica.”