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    Sì o No? La politica cerignolana verso il Referendum del 4 dicembre

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    A circa venti giorni dall’appuntamento col Referendum costituzionale che è, ormai da tempo, al centro di un acceso dibattito nazionale, lanotiziaweb.it ha voluto puntare la sua lente d’ingrandimento sulle posizioni a riguardo della politica locale, raccogliendo i pareri e gli indirizzi di voto di alcuni degli esponenti dei maggiori partiti e/o movimenti che hanno amministrato, che ad oggi amministrano e che sono tuttavia protagonisti della scena politica della nostra comunità.

    CentrosinistraIniziamo dal centrosinistra con Maria Dibisceglia, consigliere comunale che si dichiara apertamente a favore del SI: «Con la riforma si supera il sistema del bicameralismo paritario, che nell’esperienza di questi ultimi 58 anni si è rivelata fonte di rallentamento all’interno del sistema. Basti pensare a quante leggi hanno fatto la spola più volte tra una Camera e l’altra, per modifiche spesso marginali. Quanti progetti di legge, anche molto importanti, non sono diventati legge per la fine della legislatura». Dibisceglia, parlando anche di quanto un’eventuale vittoria del SI gioverebbe, a suo parere, alla governabilità, asserisce che «il bicameralismo non ha funzionato: oggi le camere vengono elette con diversi metodi elettorali e da diversi corpi elettorali, producendo una grande difficoltà a formare maggioranze solide in entrambe. Con questa riforma per la prima volta viene ridotto il numero dei parlamentari, vengono eliminate tutte le indennità per il Senato, vengono definitivamente abolite le Provincie, vengono ridotte le indennità dei consiglieri regionali, viene abolito il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, ndr)». In conclusione: «Certo, la riforma poteva essere migliore. Ma l’alternativa, dopo più di 30 anni di tentativi di riformare senza alcun esito, è quella di restare nella situazione attuale, con un sistema politico bloccato e che blocca a sua volta l’economia e l’intero sistema sociale». Un pensiero, quello della Dibisceglia, condiviso dall’intero gruppo consiliare del centrosinistra.

    GentileDel medesimo avviso l’Europarlamentare PD Elena Gentile, schierata sul SI ed impegnata da mesi in una campagna di promozione delle ragioni del SI in diversi comuni del Sud Italia. «Il 4 dicembre i cittadini dovranno decidere se dire SI o NO al cambiamento. Se vogliono che l’Italia conti di più in Europa e nel mondo oppure no. Se vogliono uno stato più semplice, veloce, adeguato ai ritmi degli altri paesi, oppure no. Se vogliono ridurre i costi della politica oppure no. Se, riformando il titolo quinto della Costituzione, vogliono un’Italia più unita e quindi un Sud con eguali diritti del Nord, oppure no. Io ho atteso questa riforma per troppo tempo – chiosa la Gentile -. E adesso che è a portata di voto non me la lascio scappare. Per questo voto SI».

    giannatempoDi tutt’altro avviso è il già sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo, secondo cui «questo governo non è legittimo, così come il Parlamento. Tutto potevano fare tranne che mettere mano alla Costituzione, scritta da rappresentanti del popolo e di tutte le forze politiche e non da una parte di un solo partito, sia pure maggioritario». L’ex primo cittadino pone l’accento anche sul quesito referendario, definendolo «un evidente inganno», – e sui costi della politica – «non è vero che ci sarà una riduzione delle spese, non è vero che sparirà il Senato. Se passasse la riforma, il mio voto varrebbe la metà di quello di un elettore barese, perché lui sarebbe rappresentato dal suo sindaco nel nuovo Senato, mentre io no. Il CNEL non è l’unico ente inutile, ne andrebbero aboliti altri 500».

    Paolo_VitulloSul fronte del NO anche Paolo Vitullo, Consigliere comunale di Forza Italia, nonché candidato Sindaco alle ultime Elezioni Amministrative: «Questa riforma minaccia seriamente la Costituzione dato che, se passasse, cambierebbe tanti, troppi articoli. E questo sarebbe comunque un compito che deve svolgere il Parlamento e non il Governo».

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