More

    HomeEvidenzaCerignola e la ZTL che spacca: chiesta la revoca di Pezzano. E'...

    Cerignola e la ZTL che spacca: chiesta la revoca di Pezzano. E’ terremoto in Federazione Civica

    La notizia che circola da stamane racconta di una lettera, scritta e firmata da tutti i Consiglieri de La Cicogna e protocollata in comune, nella quale pare si chieda la revoca di Pezzano alla luce della parole di Specchio circa la linea dell'amministrazione sulla zona a traffico limitato

    Pubblicato il

    Era nell’aria e di certo le ultime mosse di Federazione Civica non hanno potuto far altro che squarciare la crepa che si stava creando. E’ di stamane, infatti, la notizia di una lettera che pare sia stata protocollata in comune dal gruppo consiliare de La Cicogna, sottoscritta da tutti i Consiglieri cicognini (si vocifera un solo assente nel conto delle firme, ndr), nella quale si chiede al Sindaco Franco Metta di ritirare la delega al Vice Sindaco Rino Pezzano. Tema della diatriba la questione ZTL, precipitata dopo le parole di pochi giorni fa di Vincenzo Specchio che, a nome di Federazione Civica, ha chiesto un deciso passo indietro rispetto alla linea adottata dall’amministrazione Metta. Pezzano, quindi, visto come espressione in Giunta proprio del secondo gruppo di maggioranza, potrebbe diventare il capro espiatorio di una situazione tra le più complesse per Metta da quando è Sindaco della città. Infatti, proprio Federazione Civica, all’indomani delle esternazioni del delegato alle attività produttive ha subito un brusco sussulto interno, dove pare si siano create due fazioni, una capeggiata dal Capogruppo Ale Frisani, vicina a Pezzano e in linea con la governance, e una guidata da Vincenzo Specchio, supportata dal Presidente del Consiglio comunale Leonardo Paparella, in aperta contestazione con la linea mettiana sul tema ZTL.

    SCENARI DI SPACCATURA – Gli scenari, anche alla luce delle parole pronunciate stamane da Sandro Moccia, fedele alla linea cicognina, aprono possibili stravolgimenti negli equilibri di maggioranza che potrebbero, inevitabilmente, ripercuotersi sulla Giunta. La prima mossa, che pare sia stata messa in atto oggi, è quella di chiedere la testa di Pezzano, in nome di una palese contrapposizione di Federazione Civica (infatti, Specchio parlava nella sua nota stampa a nome del gruppo intero, ndr) con la linea mettiana, e quindi la conseguente nomina di un nuovo vicesindaco, con Federazione Civica spaccata in due tronconi e, quindi, con una forza di contrattazione assai ridimensionata. Il gruppo de La Cicogna, probabilmente, cercherà di portare fino in fondo la proposta, magari nella speranza di aumentare la propria rappresentanza in Giunta (vicesindaco per il dopo Pezzano?, ndr), e ridurre la forza del secondo gruppo di maggioranza. La decisione finale, ovviamente, spetta a Franco Metta, stretto nella morsa tra il suo gruppo di fedelissimi cicognini e gli equilibri (numeri, ndr) di una maggioranza che rischia una spaccatura irreversibile.

    Il FUTURO – Siamo nel campo delle ipotesi, inutile negarlo, e per questo lo scenario più plausibile, e forse quello che spera di riuscire a mettere in atto Metta, è quello che porterebbe all’isolamento finale proprio di colui che ha aperto la crisi di governo: Vincenzo Specchio. Infatti, per mantenere saldo il proprio posto, Rino Pezzano potrebbe aderire al gruppo de La Cicogna, seguito dal fido Frisani; di contro, Paparella, vista la sua posizione di rappresentanza, e magari il dato economico che non guasta mai, potrebbe allinearsi come fatto fino ad ora. Il risultato finale, perciò, vedrebbe un falso allarme spaccatura in Giunta, senza la necessità di alcun cambio e l’isolamento di Vincenzo Specchio che dovrà decidere, a questo punto, se essere un nuovo caso Lapiccirella, e quindi perdere probabilmente anche la delega alle attività produttive, o rientrare nei ranghi lasciando che il tutto rappresenti una brevissima parentesi tentata ma mai fino in fondo perseguita. E poi c’è la terza via. Quella del “volemose bene” e rimaniamo, quindi, tutti amici. Una via alla quale certi contestatori ci hanno già abituato.