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    Centrosinistra: “Ministero conferma multe illegittime. Delvino si dimetta”

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    Il centrosinistra torna sulla questione “multe illegittime”, quelle accertate con la video sorveglianza, forte di un parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – si legge nella nota stampa – da torto a Metta e Delvino. Non è possibile fare multe con la videosorveglianza, pertanto esse sono illegittime. Nel parere del Ministero, comunicato al sindaco e al dirigente in data 22 maggio 2017 e del quale si viene a conoscenza solo oggi, dopo il nostro accesso agli atti, si evince che, pur ritenendo che la competenza sia del Ministero dell’Interno, si conferma quanto dal centro sinistra sostenuto e denunciato, ritenendo che non sia possibile “l’attività di accertamento delle infrazioni al Codice della strada con impianti di videosorveglianza, anche se accertate dall’agente in tempo reale”».

    «Il Ministero degli Interni, però, ci ha già risposto dando ragione alle istanze da noi avanzate – proseguono -, pertanto le multe sono da ritenersi certamente illegittime. A questo punto la domanda è: ma dal 22 maggio cosa hanno fatto Metta e Delvino, nonostante i pareri dei due Ministeri competenti in materia? I verbali continuano a fioccare in un numero non congruo con il numero dei vigili urbani utilizzati per le strade della città. Tutto come al solito sulla pelle della cittadinanza di Cerignola, tutto solo per mettere le mani nelle tasche dei cittadini e delle cittadine. Adesso è troppo!».

    LA RICHIESTA: “DIMISSIONI DI DELVINO” «Dalla ZTL, alla viabilità stravolta in peggio e alla pioggia di multe, in città è stato un susseguirsi di gaffes ed errori contro i cerignolani – denunciano dal centrosinistra -. Chiediamo subito le dimmissioni di Delvino. L’amministrazione, ugualmente responsabile, si renda conto dello stato di caos e di anarchia in cui versa Cerignola, dove i cittadini vengono tartassati e ognuno fa ciò che vuole. A questi cittadini ci rivolgeremo al fine di promuovere una class action contro l’arroganza dell’amministrazione comunale».

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