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    Cerignola, arrestati dai carabinieri tre stranieri trovati con mezzi rubati

    Uno di loro ha anche tentato di corrompere i militari

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    I Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno arrestato tre cittadini stranieri, recuperando un’autovettura e due motorini oggetto di furto. Il primo a finire in manette è stato OUEDRAOGU RASMANE, cl. ’79, pregiudicato originario del Burkina Faso. I militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM, dopo essere intervenuti a seguito di un incidente stradale in cui il predetto Ouedraogu, autonomamente, era uscito fuori strada, hanno verificato che l’auto sulla quale viaggiava, una Ford Mondeo, era sprovvista di targa. A seguito di ulteriori accertamenti si è potuto constatare che anche il numero di telaio era mancante, perché cancellato. Per tali ragioni, e in considerazione che al momento dei controlli l’uomo aveva anche tentato la fuga, perché evidentemente consapevole di quello che sarebbe accaduto, lo stesso è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e, su disposizione del P.M. di turno, è stato rinchiuso nel carcere di Foggia. Dovrà rispondere del reato di ricettazione.

    I militari della Stazione di Cerignola, invece, hanno arrestato AHMAD ABDELKARIM, cl. ’65, e QAMEREDDIN ADAM, cl. ’68, entrambi pregiudicati originari del Sudan, rispettivamente residenti a Palermo e Cosenza. Dopo che i militari avevano intimato loro l’alt, i due uomini hanno tentato di sottrarsi al controllo, innescando un breve inseguimento, conclusosi con il loro arresto. A bordo del furgone sul quale viaggiavano sono stati trovati due ciclomotori, privi di targhe e con numero di telaio abraso, di provenienza delittuosa. Consci dell’imminente arresto, uno dei due uomini, in particolare Qamereddin, ha consegnato ai militari tutto il denaro di cui era in possesso perché li lasciassero andare. Invece che ottenere il suo scopo, l’uomo ha però così aggravato la sua posizione; infatti entrambi sono stati tratti in arresto per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, mentre al Qamereddin è stato anche contestato il reato di induzione alla corruzione. Su disposizione del P.M. di turno i due sono stati rinchiusi nel carcere di Foggia.

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