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    Cerignola, prove di centrodestra unito con Fabrizio Tatarella e Nicola Giorgino

    Al meeting presenti esponenti di Forza Italia, Direzione Italia, Fratelli d'Italia e Alternativa Popolare

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    Si è svolto nella serata di ieri in piazza Cesare Battisti, il meeting organizzato dall’avv. Marco Trombetta (Forza Italia) che ha raccolto sotto il gazebo del Karma Caffè il centrodestra cerignolano. Antonio Giannatempo (Direzione Italia), Domenico Farina (Fratelli d’Italia), Antonio Grillo (Forza Italia) e Zoraide Lasalvia (Alternativa Popolare) si sono confrontati sulla necessità di ritrovare l’unità del centrodestra per la creazione di un soggetto politico credibile agli occhi degli elettori e competitivo alle urne.

    «L’elettorato moderato – ha spiegato ai nostri microfoni Antonio Giannatempo – non solo a livello locale ma anche nazionale, chiede ai partiti di centrodestra di restare uniti e, quando questo succede, ci premia alle urne. Il nostro problema ‘morale’ -prosegue Giannatempo – è quello di comprendere cosa i cittadini ci chiedono; è una strada lunga e difficile che deve essere però necessariamente imboccata per uscire fuori da questo momentaccio». Ospiti della convention moderata Fabrizio Tatarella – figlio di Salvatore e membro della Fondazione “Giuseppe Tatarella” – ed il sindaco di Andria e Presidente della BAT Nicola Giorgino, considerato esempio di un centrodestra unito e virtuoso.

    Quest’ultimo ai microfoni de lanotiziaweb.it ha indicato la giusta strada da intraprendere: «Solo laddove si è recuperato il valore dell’unità la coalizione di centrodestra è risultata sempre maggioritaria e vincente nel paese. Ciò è stato possibile anche grazie all’individuazione di personalità capaci di rappresentare il popolo dei moderati». Personalità di cui Giorgino ha anche tracciato l’identikit: «I punti di riferimento si creano sul campo attraverso l’autorevolezza ed una continua e costante azione politica ed amministrativa. Credo che chiunque individuerebbe in chi si spende nel raggiungimento di questi obiettivi un leader».

    Anche Fabrizio Tatarella ha auspicato il ritorno di una forza moderata che possa inserirsi nel solco lasciato dall’operato di Salvatore Tatarella negli anni ’90: «Le ragioni dello stare insieme devono essere prevalenti all’interno del centrodestra cerignolano. D’altronde tutte le persone qui presenti hanno un unico comune denominatore, ossia il legame con la figura di mio padre; hanno avuto la fortuna di poter crescere amministrativamente con lui e quindi conoscono la forza della coesione». «Il mio legame con la città in cui si trova l’operato ed il sangue di mio padre è fortissimo ed ogni qual volta che il centrodestra di Cerignola lo riterrà opportuno sarò qui per onorare il suo impegno e l’affetto di questa gente nei suoi confronti» prosegue Fabrizio Tatarella, che non si sbilancia su una sua ipotetica investitura come guida del centrodestra locale: «Non sono io a doverlo stabilire. Diversi partiti mi hanno chiesto di aderire ai loro schieramenti, ma ho sempre risposto che io rimango un fautore del ‘progetto centrodestra’ avviato da mio zio (Pinuccio Tatarella n.d.r.) e che sarò sempre pronto ad offrire a Cerignola il mio piccolo contributo».

    Con il meeting di ieri i moderati hanno reso definitivamente chiara l’intenzione di riformare un movimento politico unitario; una necessità inderogabile visti sia i segnali provenienti dal resto d’Italia (che vanno in questa direzione) sia l’incapacità dei partiti di costituire singolarmente una valida alternativa di governo. Un progetto che è ancora un’incognita, considerando le perplessità di Forza Italia riguardo la presenza di Alternativa Popolare e la disaffezione di gran parte degli elettori nei confronti dei moderati, ma non una “mission impossible” poiché, a differenza del quadro nazionale – dove esistono ancora divergenze piuttosto evidenti -, il centrodestra locale può contare su una certa omogeneità e sulla condivisione degli obiettivi, presupposti che possono agevolare l’elaborazione di nuove proposte e progetti per il territorio.

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