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    Chiedevano il pizzo per esercitare il meretricio, arrestate tre rumene

    Il raid contro due connazionali era costato un trauma cranico ad una ragazza

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    Gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, diretto dal Vice Questore Aggiunto Loreta COLASUONNO, hanno assicurato alla giustizia tre cittadine rumene, di etnia rom, domiciliate a Cerignola, responsabili del reato di tentata estorsione in concorso, violenza e minaccia, lesioni nei confronti di altrettante ragazze di nazionalità rumena che vendevano il loro corpo in via Manfredonia a Cerignola.

    La breve attività d’indagine ha tratto spunto dalla denuncia presentata da due giovani donne lo scorso 18 maggio nella quale le stesse dichiaravano di esercitare l’attività di meretrici e di essere state vittima di aggressione da parte di tre donne di etnia rom che le avevano imposto il pizzo per continuare la loro attività, rivendicando il luogo dello stazionamento delle donne come di loro “proprietà”. Durante le minacce una delle tre ragazze veniva brutalmente malmenata, trascinata per i capelli e spinta a terra, dove le sbattevano, ripetutamente, la testa sul marciapiedi, tanto che per lei si rendeva necessario l’intervento del 118, allertato da alcuni passanti, i quali sanitari prestavano le prime cure alla malcapitata, trasportandola, successivamente, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cerignola dove i sanitari le riscontravano un trauma cranico e diverse escoriazioni, con una prognosi di otto giorni s.c..

    Una volta denunciato l’accaduto, in data 23/05/2017, in accordo con gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, le tre ragazze sono tornate a svolgere la loro attività, nello stesso luogo. Dopo poco dall’inizio del lavoro sono sopraggiunte nuovamente le tre donne che avevano messo in atto l’aggressione qualche giorno prima, con intenzioni ben più convincenti, in considerazione del fatto che questa volta erano tornate, armate di mazze da baseball, con una catena montata sulla parte terminale. Fortunatamente, in appostamento, vi erano i poliziotti i quali, resisi conto di quanto stava accadendo, uscivano allo scoperto e bloccavano le tre donne, riuscendo con non poca fatica prima a disarmarle. Tutte e tre le donne venivano dichiarate in stato d’arresto per il reato di tentata estorsione, violenza, minaccia e lesioni e accompagnate, dopo le formalità di rito, presso la casa circondariale di Foggia a disposizione dell’A.G. procedente.

    Le arrestate sono PARALUTA Daniela Minodora classe 1998, SIMIUC Ana Maria classe 1991, GIONEA Mariana Roxana Cerashela classe 1991. Indagini sono in corso per comprendere se le tre arrestate fossero l’ultimo anello di una catena ben più lunga e complessa.

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