More

    HomeEvidenzaDall'ex-mulino Tamma al Prg, Metta: «intervenire sui posti degradati e recuperarli»

    Dall’ex-mulino Tamma al Prg, Metta: «intervenire sui posti degradati e recuperarli»

    A partire da via Milano Metta traccia la linea di interventi per recuperare diverse zone della città

    Pubblicato il

    Nell’agenda dell’amministrazione comunale c’è la riqualificazioni di alcuni pezzi di città che ad oggi risultano essere in stato di abbandono. E’ il caso dell’ex-mulino Tamma, a pochi metri dalla Villa Comunale, che versa in pessimo stato da oltre un decennio; per il complesso immobiliare di proprietà oggi della famiglia Caputo si lavora all’adozione di un Piano Urbanistico Esecutivo che interesserà anche le arterie limitrofe, via Milano in particolare.

    Un intervento con il quale, dopo la demolizione «si realizzeranno tre edifici di cinque piani, con una gran quantità di aree di cessione dal totale degli oltre 9000 metri quadri, che insieme alla pineta già esistente diventerà un parco urbano consistente» ha detto il Sindaco Franco Metta, che ha aggiunto: «immagino un parco attrezzato con arredo, viottoli e illuminazione: in sintesi una riqualificazione totale».

    Dei 9922 metri che caratterizzano l’area in questione, infatti, 5600 saranno adibite ad area pubblica, piazza e parco. Un intervento che ottempera alla «volontà di restituire alla città i luoghi degradati e ha un filo conduttore preciso – spiega Metta -: abbiamo cominciato con via Santuario Maria Santissima di Ripalta, con la lottizzazione Casillo. Adesso c’è Tamma. E seguiranno diverse altre iniziative di questo tipo. La logica è intervenire sui posti degradati, dove ci sono edifici abbandonati, e recuperarli».

    Un intervento – quello sull’isolato ex-Tamma – che è tra i provvedimenti su cui Franco Metta crede di più. Ma in pentola bolle anche altro sul fronte edilizio; su tutto l’attenzione rispetto ad alcune criticità del Piano Regolatore, ma anche le lottizzazioni in cantiere, dalla zona San Marco – in cui il comune è proprietario di alcuni terreni – fino a via Candela.

    Le zone F1 ed F2 che per Metta sono «sovrabbondanti» sarebbe opportuno «trasformarle in F3 e renderle edificabili». Problema identico per il quartiere Fornaci e la note “macchie di leopardo”, sparse anche in altri quartieri della città. «Lavoreremo all’interpretazione di alcune norme che già esistono rispetto a suoli che sono isolati, cioè inter chiusi. Dall’altro lato c’è l’opportunità della legge 12, per intervenire e rendere edificabili tutti i suoli che oggi non lo sono. Inoltre – aggiunge Metta – procederemo all’alienazione di tutta la fascia di suoli prospicenti via Fra Daniele. Gli introiti saranno dirottati sulla manutenzione e rifacimento di strade e marciapiedi».