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    I Grilli di Cerignola intervengono sulla questione ZTL e sul possibile referendum cittadino

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    «Che vi sia la necessità di ridurre le emissioni di gas di scarico, rumori, ingombri e pericolo causati dal traffico degli autoveicoli, è innegabile. Che vi sia l’esigenza di ripensare alla viabilità urbana a Cerignola, è altrettanto indispensabile. Che bisogna rivedere il decoro e l’arredo urbano in diversi luoghi della città, rimane un’occorrenza ineludibile. Era scritto nel nostro programma quando ci siamo presentati alle Amministrative del 2015. Ma questi provvedimenti, che cambiano le abitudini di sempre, vanno intrapresi con il coinvolgimento della popolazione, in tutte le sue articolazioni, accompagnate da comunicazioni puntuali. È finito il tempo delle disposizioni autoritarie e ristrette. I cittadini vogliono contare di più. E con l’avvento della Rete, si sente più forte questa esigenza, sostenuta da una generale sfiducia verso i rappresentanti politici».

    «Sappiamo che il Sindaco e il Comandante della Polizia Locale hanno sentito i commercianti e gli esercenti in agosto scorso, ma da allora nessun altro incontro, nonostante le promesse al riguardo. Abbiamo perso del tempo, la partecipazione responsabile e costruttiva dei cittadini ormai non è più differibile. Noi abbracciamo con entusiasmo questo percorso, proteso alla coesione sociale e alle  più alte inclinazioni degli individui nell’atto di prendere decisioni collettive. È stata paventata l’idea di dare luogo ad un referendum consultivo sulla questione ZTL».

    «Alla luce degli investimenti già effettuati, riteniamo che bocciare in toto questa iniziativa sia dannosa soprattutto nei riguardi delle casse comunali. Si potrebbe utilizzare un periodo di tempo per sperimentare il progetto, rilervarne gli errori per poi procedere alla opportune modifiche. Siamo contenti che ora si spolveri (è il caso di dire) un referendum per conoscere la volontà popolare sulla ZTL, ma sappiate che non esiste l'”apposito regolamento” previsto al punto 4 dell’art 42 dello Statuto comunale; occorrono almeno 2.500 firme autenticate per l’ammissione e quasi 23.000 votanti per ritenerlo valido».

    «Non resistiamo all’impulso di ricordare all’opposizione presente in Consiglio comunale, ed anche alla maggioranza, che da inizio 2014 giace sui loro tavoli la nostra proposta di cambiamento dello Statuto comunale per rendere decisiva la volontà della nostra comunità. Per come siamo ridotti, il prossimo futuro ci riserva due possibilità: la dittatura o la democrazia dei cittadini. Noi sappiamo da che parte stare».

    27 COMMENTS

    1. Condivisibile il discorso il linea di principio ma bisogna ricordare che ” LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA È UN PREMIO ED I CITTADINI DI CERIG