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    Il centrosinistra di Cerignola plaude all’elezione di Sgarro

    Rendine, "L'elezione di Sgarro è l’ennesima dimostrazione della bontà di un progetto politico. Dispiace per la pesante sconfitta della Lepore". Dalessandro, "Sentite congratulazioni a Sgarro. Era fondamentale imprimere un cambio di passo. Rammarico per la Lepore ma il responsabile principale è il Sindaco"

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    «Abbiamo fortemente voluto e, sin da subito, spinto la candidatura del consigliere Sgarro, e siamo fermamente convinti che questo successo elettorale sia l’ennesima dimostrazione della bontà di un progetto politico di rinnovamento che ha preso avvio due anni fa con le elezioni amministrative di Cerignola». Con queste parole Mario Rendine, capogruppo della di Sgarro Sindaco, plaude all’elezione di Tommaso Sgarro a Consigliere provinciale. «La grandissima quantità di preferenze ricevuta, equamente distribuita tra quasi tutti i Comuni della Provincia, nonché la compattezza ed unità dimostrata da tutti i consiglieri del centrosinistra di Cerignola, che insieme e senza indugio hanno sostenuto e sono andati a votare il proprio collega, sono il frutto della Buona politica, della passione, della dedizione e delle capacità politiche di tutti coloro, nessuno escluso, che si sono spesi per questa candidatura».

    «In egual maniera, siamo sicuri che – come già ha dimostrato di fare rivestendo il ruolo di consigliere comunale di opposizione – gli sforzi del nuovo consigliere provinciale saranno incessantemente orientati a far uscire la nostra Città da quell’isolamento istituzionale in cui, ormai – sottolinea Rendine –, era caduta a causa dell’incapacità del Sindaco avv. Francesco Metta. Politiche agricole, sociali, scolastiche, ambientali ed infrastrutture stradali. Sono questi i temi sui quali il nostro territorio richiede, ormai da qualche anno, interventi concreti. Dispiace, invece, per la pesante sconfitta subita dall’altro consigliere comunale di Cerignola candidato, avv. Loredana Lepore (nonostante la possibilità di poter “contare” su un numero di consiglieri comunali eletti nella propria coalizione molto più elevato di quelli di Sgarro -sedici contro sette -), con riferimento alla quale sembrano doverose alcune riflessioni. Quasi la metà dei consiglieri comunali della maggioranza cittadina non hanno voluto riporre la propria fiducia nel Capogruppo della “Cicogna” – evidenzia il Consigliere d’opposizione -, tra cui alcuni membri del gruppo stesso. È evidente che bisogna capire se a Cerignola una maggioranza esista ancora e se questa sia ancora portatrice di un progetto politico comune e non di una mera sommatoria di singoli interessi. L’assoluta assenza di voti fuori Cerignola (nemmeno uno a fronte di 713 aventi diritto al voto) denota, poi, la totale mancanza di credibilità di Franco Metta, di questa amministrazione e dei gruppi politici che la sostengono. Non solo i nostri concittadini, ma ora anche TUTTI gli amministratori della Provincia di Foggia non credono più al loro cattivo esempio di politica». 

    Qualche ora più tardi giungono anche le parole del Capogruppo del Pd, Daniele Dalessandro, il quale sottolinea, al pari del collega, la coesione dell’intero gruppo d’opposizione di centrosinistra in Consiglio comunale. «A nome del gruppo consiliare del PD che ho l’onore di rappresentare, mi preme esprimere le più sentite congratulazioni a Tommaso Sgarro per l’elezione al Consiglio Provinciale. L’elezione di Tommaso Sgarro rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per la nostra città e per l’intero territorio della capitanata. Dal momento in cui i cittadini si sono espressi per non abolire l’ente Provincia al referendum del 4 dicembre, era fondamentale imprimere un cambio di passo ad una amministrazione provinciale che in questi due anni è stata incapace di cogliere le grandi sfide del territorio e le sue vocazioni, non offrendo risposte soddisfacenti in termini di infrastrutture, di politiche sociali, di istruzione, formazione e lavoro, risultando quasi impalpabile. A maggior ragione oggi, quando l’Ente Provincia è chiamato ad occuparsi della gestione di parte delle importanti risorse stanziate dal Governo con il Patto per la Puglia».

    E sulla scelta ricaduta su Sgarro, Dalessandro precisa: «La candidatura di un consigliere di Cerignola è stata fortemente voluta dai gruppi consiliari del centrosinistra, nella profonda convinzione che la nostra città dovesse avere l’ambizione di avere un proprio rappresentante provinciale. Un’intuizione che si è verificata corretta, anche grazie al fondamentale impegno dell’onorevole Elena Gentile nell’intercettare il consenso sulla figura di Sgarro fuori dalle mura cittadine, in quanto il voto dei soli consiglieri di Cerignola – per quanto imprescindibile – avrebbe reso l’elezione del candidato sicuramente più complessa. Il Partito Democratico di Cerignola, unito, ha dato una straordinaria prova di forza e capacità politica dimostrando ancora una volta che in politica si vince per somma e non per differenza – precisa Dalessandro -. Una somma importante fatta di sindaci e consiglieri comunali di Cerignola, di Foggia, e delle tante altre città del territorio dauno che si sono riconosciuti in una visione più ampia e di discontinuità, rappresentata dalla candidatura di Tommaso Sgarro e dal suo significativo percorso politico. A tutti loro un sentito ringraziamento». E sulla mancata elezione di Loredana Lepore, Dalessandro precisa, «Esprimo rammarico per l’insuccesso della consigliera di maggioranza Loredana Lepore, due rappresentanti di Cerignola in provincia – sebbene di parti politiche avverse – avrebbero garantito certamente maggiore beneficio per la città. Ma il responsabile principale di questo fallimento è certamente il Sindaco, incapace di far convergere i voti della sua maggioranza su Lepore: dei 15 consiglieri solo 8 hanno votato per la rappresentante della Cicogna e nessuna preferenza è stata ottenuta fuori dalle mura cittadine, evidente segnale di come questa amministrazione sia completamente isolata dal circuito istituzionale e politico provinciale e regionale, spaccata al suo interno, con un primo cittadino irrilevante dentro e fuori la città. Proprio quello che è mancato a Franco Metta – conclude il capogruppo – ha rappresentato la chiave della elezione di Tommaso Sgarro».