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    Il grande bluff | #Editoriale

    Deleghe a pioggia per i Consiglieri di maggioranza. La 'vecchia politica' vince sul 'cambiamento'

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    Sei appassionato di politica, dall’attualità alla storia, e un giorno, dopo anni di studi e rassegne stampa credi di aver visto tutto, di aver letto le ‘bizzarrie’ più impensabili. Qualcosa però – si sa – può sempre sfuggirti, e forse è anche una svista inconsciamente voluta, perché non si vuol credere a ciò che si legge. La nota stampa, in verità abbastanza fugace, dell’uscente Zamparese indirizzata al Sindaco Metta, che ha fatto sobbalzare – non si è ben capito a quale proposito – il gruppo di maggioranza de La Cicogna, sembrava aver chiarito le posizioni e, se ancora ce ne fosse bisogno, precisare che l’ex delegata alle Attività Produttive era stata sollevata dal proprio incarico. Quelle “lacrime vere”, oggi sembrano essersi trasformate in panni sporchi che, come ricorda un detto antico, sarebbe bene lavare in casa.

    Lo scenario postumo, però, disegna un quadro ancor più bizzarro con l’annuncio, in pompa magna, del Primo cittadino: “Deleghe del Sindaco ai Consiglieri“. Quando credi di aver visto tutto, o quasi, scopri una Cerignola dedita alla pesca e alla caccia, tanto da richiedere l’impegno di un apposito Consigliere ‘esperto’ del settore. E se ciò non bastasse, chi meglio di un rappresentante di una sigla di settore direttamente delegato a quel settore? Poi c’è quello che sembra essere a tutti gli effetti un contentino per saldare ancora di più la tenuta della maggioranza: i “diretti collaboratori” degli assessori. Provando – con enorme difficoltà – a riportare l’analisi su binari seri e rispettosi dell’intelligenza dei cittadini di Cerignola, sorgono alcuni quesiti semplici e quasi banali: i Consiglieri di maggioranza, per definizione, non dovrebbero vigilare e supportare già l’attività amministrativa della città, ovvero gli amministratori diretti e quindi gli assessori? E, inoltre, che senso avrebbe affidare settori o zone della città quando, sia gli uni che le altre, dovrebbero già essere al centro dell’azione amministrativa? Quale beneficio – sia questo economico o pratico – può avere la città da questa pioggia di deleghe sindacali? E in ultimo, le deleghe ai Consiglieri non erano la “vecchia politica” come lo stesso Metta diceva all’indomani di alcuni mandati affidati dall’ex Sindaco Giannatempo ad alcuni dell’allora maggioranza?

    Il quadro politico ne esce sventrato, ferito e violentato, non tanto dall’azione in sé -quella è più che fattibile e lo si è sempre fatto – ma nel senso proprio di quel che doveva essere – in campagna elettorale – la ‘rivoluzione’ cicognina, il ‘rinascimento’ di Cerignola, la politica del ‘cambiamento’, e che oggi ancora una volta, come accade ormai da un anno e mezzo circa, sembra essere ‘il grande bluff’ il salsa civica, dove a perdere però non è il singolo giocatore ma un’intera comunità.

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