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    Il vescovo: «Questa città riparta dai suoi giovani e impari a volersi bene»

    Renna: «Non solo crimine, anche se molti hanno problemi con la giustizia»

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    «Cerignola non è solo criminalità». A dirlo è mons. Luigi Renna, vescovo della Diocesi di Cerignola e Ascoli Satriano, che ha tratteggiato un quadro della Cerignola che ha avuto modo di conoscere da quando ne è divenuto pastore.

    «In questa comunità c’è scarsità di lavoro, che non è mancanza di risorse ma di opportunità» precisa Renna. «Ad una diffusa povertà culturale si somma la tendenza a non vivere bene, diventando così preda delle ludopatie e delle dipendenze in genere».

    L’idea del vescovo andriese è tutt’altro che negativa rispetto alla comunità cerignolana, che pure è affetta da diverse problematiche. Cerignola è «Troppo spesso esaltata dalle cronache per la delinquenza e il più delle volte non raccontata nelle sue ricchezze. Cerignola si deve voler bene, dobbiamo tutti volerle bene», aggiunge il presule.

    In una città dove una fetta consistente di popolazione ha avuto o ha ancora problemi con la giustizia, il messaggio di mons. Renna diventa un faro ed un incoraggiamento per l’intera comunità, per provare insieme a scrivere una pagina nuova.

    «Questa città ha delle scuole, un sistema formativo che poche città della Puglia possono vantare. Bisogna ripartire da qui. Dalla formazione delle future generazioni, dei futuri cittadini. Anche con l’aiuto delle istituzioni – incalza Renna – e della politica. Bisogna lasciarsi alle spalle le polarizzazioni destra-sinistra. Seppur la morte delle idee è stata una iattura perché i partiti avevano una funzione importante come luoghi della formazione del cittadino, oggi è necessario remare tutti nella stessa direzione per il bene della città. Operare per, quindi, e non contro, animati da buone intenzioni, dall’amore per il proprio territorio e dall’opportuno garbo».

    Cerignola, nelle parole di Renna, si presenta città ricca di contraddizioni ma anche comunità pronta per evolversi e cambiare il corso delle cose. «Non è casuale – prosegue il vescovo- il fermento culturale della città, la voglia di fare delle tante associazioni e dei tanti giovani che quotidianamente incontro. Non è casuale la grande capacità di accogliere che ha in sé questa comunità. Chi come me ha avuto la fortuna di conoscere altre realtà pugliesi se ne rende conto, Cerignola è ricca di risorse che hanno necessità di trovare sfogo e di esprimersi nel modo più positivo possibile».

    Mons. Luigi Renna, a Cerignola dal gennaio del 2016, in pochi mesi ha stravolto le abitudini della comunità cristiana. Offrendo un netto segnale di rottura rispetto al passato, è sceso tra la gente, ha aperto al dialogo con tutti gli organismi civili ed ecclesiali, ha restaurato la figura di pastore in mezzo al gregge.

    La Gazzetta del Mezzogiorno
    24 Maggio 2017