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    La verità di Pia Zamparese: «vi racconto perchè non sono più assessore»

    Al vetriolo su sicurezza e gestione del potere. «Sono stata trattata come merce di scambio»

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    «E’ terminato il mio mandato assessorile presso il comune di Cerignola. Un incarico svolto con entusiasmo, passione, onestà e correttezza fino a quando me ne è stata data la possibilità…tutti atteggiamenti totalmente contrapposti alla “politica” locale fatta di raggiri, inganni, offese, FALSE PROMESSE e FALSE GARANZIE di cui la cittadinanza è vittima da anni or sono. Un mandato terminato non per mia volontà ma per “ragioni Politiche”». Così Pia Zamparese, oramai ex-assessore della giunta Metta, racconta la fine dell’esperienza amministrativa. Un fiume in piena che spazia dalla sicurezza alla gestione del potere, dai giochi di poltrone alla politica «che al nostro paese sta mancando» come la definisce l’ex delegata alle attività produttive. Prima tra tutti a raccontare cosa è accaduto -Colucci e Albanese, come i dirigenti non avevano detto nulla alla città -, la Zamparese non fa sconti. «Ci tengo a chiarire questo aspetto – dice -, a differenza di quello che si sarebbe voluto far credere alla gente quando mi è stato chiesto di interrompere “elegantemente” il mandato rassegnando le dimissioni…cosa che ovviamente non ho fatto: bisogna assumersi le responsabilità delle proprie azioni e delle conseguenze ad esse legate…un atteggiamento a dir poco vergognoso».

    «Ho sempre avuto il coraggio di esprimere il mio parere pur sapendo che era diametralmente opposto a quello dei “capi” a quello dei “potenti”. L’ho fatto e lo farò in ogni istante della mia vita. Una poltrona non vale la propria dignità – afferma seccamente nella lunga nota stampa -, una poltrona non vale la propria libertà, una poltrona non può chiudere la bocca a chi la pensa diversamente, una poltrona non può soccombere la propria personalità. MAI».

    CAPITOLO SICUREZZA «Mi sono assunta sempre le mie responsabilità – dice Zamparese -come quando il 2 dicembre 2016 ho rassegnato al sindaco la delega alla Sicurezza», perché, tra le altre cose, «le sanzioni sono giuste per i trasgressori ma la tanto acclarata “video sorveglianza” non può sostituire la presenza degli ufficiali di P. G.». E aggiunge: «non presto “il mio volto” e non permetto a nessuno di giudicarmi negativamente per la mala gestio di un delicato settore di cui non condivido assolutamente nulla». Giunge quindi la conferma, ipotizzata all’epoca da questo giornale, delle frizioni intorno al tema sicurezza tra Zamparese e il duo Metta-Delvino.

    IL FUTURO E I RETROSCENA «Torno momentaneamente alla mia vita normale – confessa l’imprenditrice cerignolana – ma continuando a fare politica…una politica di condivisione, di attenta osservazione, costruzione e non lesivo esibizionismo ed individualismo. Sono stata trattata come moneta di scambio (o per lo meno credono) da parte di gente incompetente (tra cui alcuni rivestono quei ruoli grazie a me…ma ahimè hanno già dimenticato), da parte di gentucola convinta di aver vinto (non so cosa), da parte di inetti il cui operato è pressoché inesistente nonostante gli siano state assegnate per “meritocrazia e capacità” deleghe che non hanno alcun valore e riconoscimento amministrativo ed istituzionale». Il riferimento è chiaro ai “delegati” inventati da Metta per dare il “contentino” a qualcuno. «Sono libera di iniziare un nuovo percorso senza pregiudizi – chiosa Pia Zamparese -, senza raggiri ma Democraticamente…si quella democrazia fatta di rispetto verso i cittadini, verso le Forze dell’Ordine, verso Forze Politiche contrapposte, quella politica che al nostro paese sta mancando…ma che vi prometto tornerà». Sembra passata un’eternità da quel 12 novembre 2016 quando Franco Metta scriveva sulla propria bacheca Facebook parole di consolazione per Pia Zamparese. «Ho pianto. Con lacrime vere […] Forza Pia. Il tuo Sindaco è con te». Un idillio terminato prematuramente con le elezioni provinciali, il momento nel quale gli equilibri in maggioranza sono cambiati e si è potuto chiedere a gran voce la testa di Pia Zamparese.