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    Scatola di biscotti al Sindaco con 20mila euro dentro: arrestato Biancofiore

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    Con l’accusa di istigazione alla corruzione nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Cerignola hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, Gerardo Biancofiore classe 1966. L’imprenditore, presidente regionale e provinciale dell’Ance, è stato posto ai domiciliari presso la sua abitazione, a disposizione della competente autorità giudiziaria. Si apprende che le indagini, avviate lo scorso 7 dicembre 2016, sono iniziate a seguito della denuncia per tentata corruzione posta in essere dal Sindaco di Cerignola Franco Metta. Si tratta della famosa “storia dei biscotti”, episodio nel quale il primo cittadino denunciò pubblicamente di aver ricevuto a mano un pacco presso il suo ufficio in cui, invece che esserci biscotti c’erano ben 20mila euro in contanti.

    Le indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, dr. A. Di Giovanni, miravano a far luce sull’episodio denunciato e individuare responsabilità, tra gli altri, anche dell’arrestato, a carico del quale sono emersi gravi indizi di reità in ordine al predetto reato, desunti, prevalentemente, dalle dichiarazioni discordanti rese innanzi al P.M., in sede di interrogatorio degli indagati; nonché dal contenuto degli sms che si sono scambiati prima e dopo il fatto di reato denunciato, per essere favoriti nell’approvazione della proposta di finanza del progetto per la realizzazione del sesto lotto della discarica dei rifiuti solidi urbani Forcone-Cafiero, da realizzarsi presso l’impianto SIA di Cerignola; un affare di circa 100 milioni di euro. Inoltre pare che Gerardo Biancofiore non sia l’unica persona coinvolta nella vicenda.

    IL RACCONTO DI METTA (8.12.2016) «Ieri – racconta Metta – alle 14.15 circa un uomo, R.B., ha citofonato al mio ufficio, affermando di avere con me un appuntamento. In quel momento mangiavo qualcosa nella mia stanza, come faccio ogni giorno, per non interrompere il lavoro. Sono andato alla vetrata di ingresso, ho riconosciuto R.B., gli ho contestato che il suo socio, G.B., aveva sì fissato un appuntamento con me alle 14.30, ma di mercoledì 14 dicembre e che, quindi, non potevo riceverlo. R. B. si è scusato per l’errore e mi ha allungato una busta natalizia tutta colorata ed ornata di candele e “babbi natale”. Dentro una confezione di biscotti. Ho ringraziato e sono rientrato. Nella mia stanza il dr. Amato, il dr. Buquicchio, l’assessore D’Ercole, la signora Cuocci della mia segreteria». «Ho offerto loro i biscotti – continua il Primo Cittadino -. Ma nella scatola non c’erano biscotti, ma soldi. Precisamente come ha accertato la Polizia, 20 mila euro in banconote di vario taglio, divise in due pacchettini da 10 mila euro cadauno. La Polizia è stata da me informata immediatamente nella persona della dott.ssa Colasuonno. Identica informazione immediata ho dato al signor Capitano dei Carabinieri. La indagine è stata assunta dal Commissariato, presso il quale mi sono immediatamente recato per sporgere denuncia contro R.B. e contro G.B.. Non senza aver prima individuato ed estrapolato dal sistema di video sorveglianza esterna le immagini di R.B., che va verso l’ingresso del Comune, con tanto di bustina natalizia in mano. I soldi sono stati ovviamente sequestrati. Altro non posso aggiungere per il rispetto dovuto alle indagini in corso».