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    Sgarro: «Sul tempo pieno scolastico è emergenza. Rimodulare le tariffe della mensa»

    Bisogna permettere a tutti l'accesso al servizio, dice il consigliere comunale del Pd

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    «I dati sul tempo pieno nelle scuole primarie e dell’infanzia di Cerignola sono preoccupanti. Parliamo di scuole che agiscono in quartieri con una forte presenza di deprivazione sociale ed economica, dove il tempo pieno scolastico rappresenta l’unica valida possibilità che i bambini hanno di passare il più possibile tempo in un “ambiente protetto”». Così commenta il consigliere comunale Sgarro i dati sul decremento degli studenti che frequentano le classi del tempo pieno a Cerignola. «All’Istituto Carducci in tre anni si registra il dato negativo di cinque classi con il tempo pieno in meno, presso l’Istituto Cesare Battisti quest’anno si è passati da quattordici a dodici. E non va meglio per la scuola dell’infanzia dove, pure non risultando un decremento delle classi, i bambini che mangiano a mensa sono meno della metà -continua Sgarro-, sintomi che qualcosa va cambiato».

    «Tra i fattori che incidono su questi dati sicuramente il costo del servizio mensa. Le attuali tariffe per il servizio non prevedono fasce di esenzione, se non per i nuclei familiari che con due o più minori che usufruiscono del servizio e un ISEE compreso tra 0 e 3.000,00 euro. Troppo poco -rimarca il consigliere comunale-. Tra i numerosi interventi richiesti da “Save the Children” per combattere la povertà minorile in Italia nel report del 2016 sul servizio di ristorazione scolastica per le scuole primarie in Italia, vi è quello della gratuità della mensa per tutti i bambini e le bambine i cui genitori versano in difficoltà economiche gravi. Secondo le attuali tariffe chi ha un unico minore sotto i 3.000,00 euro di ISEE comunque deve pagare € 1,00 a pasto. Sempre dallo stesso report però la quota di ISEE minima entro cui far rientrare la fascia di esenzione è quella da 0 a 5.000,00 euro. Non va meglio a Cerignola per le altre fasce da 3.000,01 a 7.000,00 di ISEE il bollino mensa costa € 2,00, da 7.000,01 a 10.000,00 € 3,00 e da 10.000,01 e oltre € 4,00».

    «Un autentico stillicidio per le famiglie, specialmente quelle più povere, che costringe a ritirare i figli dalle classi a tempo pieno o a non farli partecipare al momento della mensa per le classi della scuola dell’infanzia. Occorre, quindi, intervenire sulle tariffe, reperire le risorse in vista del prossimo bilancio di previsione per inserire la fascia di esenzione sotto i 5.000,00 euro di ISEE, come previsto dal report di “Save the Children”. Non possiamo abbandonare la strategia del tempo pieno per le importanti ricadute pedagogiche e sociali che ha sulla città. A tale scopo interrogherò -continua Sgarro- l’Assessore alla pubblica istruzione, la Professoressa Petruzzelli, per impegnare la giunta su questo punto». «Durante l’inaugurazione del murale a Di Vittorio, lanciando un monito all’opposizione, il sindaco ha detto che dobbiamo dividerci solo sul “fare”. Raccolgo l’invito -conclude Sgarro, FACCIAMO sì che la mensa accessibile a tutti possa rilanciare la strategia del tempo pieno».