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    VIDEO/INTERVISTA | Il Comandante Alfa alla Tactical Lab di Cerignola

    Il fondatore del GIS, Gruppo di Intervento Speciale, ha tenuto un seminario presso l'accademia del concittadino Lucio Forte, suo referente formatore per il sud Italia

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    Perché un uomo di Castelvetrano (Sicilia), città che tra gli altri ha dato i natali a Matteo Messina Denaro, uno dei mafiosi più pericolosi dello scorso secolo, decide di diventare una delle figure, seppur in incognito, tra le più rappresentative e importanti in termini di sicurezza e giustizia dei cittadini? E’ questa la curiosità, prima fra tante, che viene in mente quando ci si trova di fronte al Comandante Alfa, uno dei fondatori del GIS (Gruppo di Intervento Speciale) dell’Arma dei Carabinieri, da pochi mesi in pensione.

    «Avevo un cagnolinoracconta a in una intervista dello scorso settembre – l’aveva portato a casa proprio mio nonno dopo averlo trovato alle porte del paese. Io e Jack, questo era il suo nome, eravamo diventati inseparabili. In quel periodo, avrò avuto 12-13 anni, frequentavo anche un gruppo di ragazzi più grandi, alcuni dei quali – uno in particolare – erano legati a famiglie che tutti sapevano essere mafiose». Qui il militare decise di partecipare ad una sorta di rito di iniziazione per essere accettato nel gruppo. La sfida: «Buttarmi da un ponte nel fiume Belice. Un salto alto, saranno stati una quindicina di metri. Dopo mi sentivo invincibile. Andai dagli altri ragazzi mostrando il mio orgoglio, e però presi in giro quello che si faceva vanto di essere figlio di un boss. Lo canzonavo dicendogli qualcosa tipo “fai tanto il prepotente, ma tu non hai avuto il coraggio di farlo”. Qualche giorno dopo trovai Jack agonizzante. Qualcuno l’aveva bastonato con crudeltà, fin quasi a ucciderlo». «Ero furioso. E sapevo chi era stato. Volevo vendicarmi. Mio nonno mi fece ragionare: tu sei piccolo, mi disse, loro sono tanti e più grandi di te. Aspetta. Il momento per fargliela pagare arriverà, vedrai». Ed è quello che poi esattamente è accaduto perché circa dieci anni dopo, racconta Alfa, già membro dei GIS, «ci informarono di un’irruzione da effettuare ad Abbiategrasso, vicino a Milano. C’era anche chi aveva quasi ucciso il mio cane. L’operazione fu conclusa con successo, non credo che lui riconobbe in quegli occhi che s’intravedevano dal passamontagna quelli del bimbo che si era buttato dal ponte, poi umiliandolo. Ma avevo comunque avuto la mia rivincita. Aveva ragione il nonno».

    È lui il fondatore del Gis, il Gruppo di Intervento Speciale che agisce nei momenti più concitati, in azioni di grande delicatezza per il bene della nazione ma anche su territorio internazionale. Oggi è un carabiniere senza volto rispettato da tutti, con un curriculum come pochi al mondo: Medaglia Mauriziana al Merito di dieci lustri di carriera militare, Medaglia Afghana Loya Jirga consegnata dal presidente Hamid Karzai per l’Operazione Corona, Croce Commemorativa per l’Attività di soccorso internazionale in Iraq, Croce Commemorativa per il Mantenimento della pace in Afghanistan. Ha ricevuto, inoltre, elogi militari per le sue varie missioni, tra cui: Kabul (Afghanistan), Missione IFOR e Missione SFOR Mostar (Bosnia Erzegovina), Missione Antica Babilonia Nassiriya (Iraq), Missione NTM-I Baghdad (Iraq). Numerosi, ancora, i suoi riconoscimenti istituzionali: Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia (la più alta onorificenza militare italiana), Croce d’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italianaUfficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. La sua identità è segreta, ma lui stesso ha deciso di raccontare la sua vita nell’ombra in due libri autobiografici “Cuore di rondine” e “Io vivo nell’ombra” ove narra della sua missione dura, rischiosa ma appagante, che vede l’uomo con la sua vita privata, le sue paure e la sua caparbietà per superarle.

    Domenica 17 dicembre, grazie alla Tactical Cerignola, il Comandante Alfa è stato ospite proprio nel centro ofantino per un laboratorio – aperto solo ai primi 15 fortunati – che rappresenta il primo livello di formazione per l’addestramento, la scorta, la protezione VIP e il tiro. Promotore dell’iniziativa il concittadino Lucio Forte, titolare della Tactical e referente formatore per il sud Italia del Comandante Alfa, che da anni si spende sul territorio locale per la formazione in campo di difesa personale. Tra i partecipanti 13 carabinieri e 2 guardie giurate che sottolineano, ancora una volta, quanto sia indispensabile la formazione anche per i militari già in servizio. Tanti i temi affrontati col prezioso contributo del Comandante Alfa che ha permesso al gruppo cerignolano di affinare alcune tecniche nel campo della sicurezza. Dopo la formazione in mattinata, a Cerignola presso la Tactical di Lucio Forte, ci si è spostati a San Severo, al poligono di tiro, per approfondire alcune tecniche nell’uso delle armi da fuoco. Una interessantissima iniziativa che, conferma l’organizzatore, rappresenta un punto di partenza per migliorarsi e proseguire sulla strada della formazione professionale.