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    Cerignola, Massimo D’Alema (LeU) a sostegno della candidatura di Luigi Pizzolo | FOTO

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    È la Capitanata una delle rampe di lancio della campagna elettorale, in vista delle politiche del prossimo 4 marzo, di Liberi e Uguali, la neonata lista di sinistra guidata dal Presidente del Senato, Pietro Grasso. Nella giornata di mercoledì 31 gennaio è l’ex Presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, a presiedere due incontri nella nostra Provincia a sostegno dei candidati del territorio. Il secondo di questi ha avuto luogo in serata a Cerignola, presso la Sala Conferenze di Palazzo di Città.

    LeU avrà un candidato cerignolano alla Camera dei deputati, nel listino plurinominale nel collegio Puglia 4: si tratta di Luigi Pizzolo. A presiedere l’incontro, moderato dalla giornalista Antonella Cappelli, anche Annetta Francabandiera – candidata al Senato nel collegio Puglia 3, e Cinzia Petrignano, candidata alla Camera nel collegio Puglia 4. Ad aprire la serata di confronto, facendo gli onori di casa, è Pizzolo: «C’è stato ieri l’appello del professor Romano Prodi a favore della coalizione di centrosinistra, appello legittimo che rispettiamo. La motivazione mi sembra singolare perché è un appello all’unità, quell’unità che LeU non garantirebbe. Io sono però un ‘diversamente giovane’ e ricordo benissimo quando Prodi, dopo la caduta del suo governo, fece nascere una sua formazione politica che si chiamava “I democratici”. A chi gli contestava se ciò non potesse indebolire il centrosinistra, Prodi rispose con un lapidario ‘Competition is competition’. Né LeU né la candidatura di Massimo D’Alema – prosegue Pizzolo – nascono per indebolire il centrosinistra, tantomeno per indebolire il PD. La realtà dei fatti è nei numeri: il PD, i voti, li ha persi da solo».

    Ecco, quindi, il candidato cerignolano entrare nel vivo delle linee programmatiche della sua forza politica: «LeU serve al centrosinistra perché si riaffermino determinati principi: la dignità del lavoro, che gli investimenti statali – che sono diminuiti di 80 miliardi dal 2011 – siano ripresi con soldi destinati al territorio, che la sanità pubblica riprenda vigore. Siamo l’unica forza politica che dedica parte del suo programma all’agricoltura e noi sappiamo quanto nel nostro territorio sia un fattore economico fondamentale». Pizzolo conclude rimarcando uno dei temi su cui LeU promette battaglia, il lavoro e la reintroduzione dell’articolo 18: «Vogliamo puntare ad un’idea di società che ridia dignità al lavoro e ai lavoratori, che i 23 miliardi di decontribuzione siano dati alle imprese per creare occupazione stabile e innovazione. Vogliamo una società più giusta: la giustizia sociale è un valore irrinunciabile e innegoziabile».

    Dopo gli interventi di Annetta Francabandiera, che ha sottolineato l’importanza di «rimettere al centro la questione del lavoro come risposta ai giovani», e di Cinzia Petrignano, la quale ha ricordato come il Jobs Act l’abbia spinta definitivamente via da quel PD in cui militava, tocca a Massimo D’Alema illustrare la rotta sulla quale Liberi e Uguali intende muoversi. L’esordio è un attacco a quella che, a suo dire, è l’ennesima legge elettorale da bocciare: «Stiamo entrando in una campagna elettorale estremamente confusa, dove le persone fanno fatica ad orientarsi e capire il senso della legge elettorale con cui voteremo il 4 marzo. Questa legge è tale per cui nessuno può ottenere la maggioranza e governare da solo. Stiamo assistendo ad una commedia degli inganni –prosegue l’ex Premier – poiché sono tutti consapevoli che nessuno avrà la maggioranza e già trattano per accordi di governo: il M5S con la Lega, Berlusconi con Renzi». In questo quadro politico che sembra assumere il panorama di un mare in tempesta, D’Alema spiega come LeU voglia essere un faro sul quale l’elettore di sinistra può orientarsi: «Se volete che in Parlamento ci sia una forza che certamente si contrapporrà al centrodestra, che porterà le ragioni dei diritti dei lavoratori, delle speranze dei giovani, del Mezzogiorno, della giustizia sociale, dell’eguaglianza, noi siamo quella forza, capace di rappresentare quei valori che purtroppo il PD ha abbandonato». Proprio in merito al PD, D’Alema ricorda cosa lo abbia spinto a lasciarlo: «È giusto che un Presidente del Consiglio (Renzi, ndr) prenda sottobraccio il dottor Marchionne e dica che ha fatto per l’Italia più lui di tutti i sindacati? Di Vittorio si sarà rivoltato nella tomba! Nella fattispecie, quel Presidente del Consiglio era anche il mio segretario e mi sono chiesto ‘Ma che ci sto a fare in un partito del genere?’». Si finisce per parlare di istruzione e sanità, temi in cima all’agenda di LeU: «Il problema di garantire ai figli delle persone povere il diritto a studiare è oggi una priorità? E per quale forza politica? Nessuna, salvo Liberi e Uguali – evidenzia D’Alema -. L’esigenza fondamentale di garantire il diritto alle cure è una priorità? Non ne parla nessuno. Eppure è un problema acutissimo che riguarda la vita di tantissime famiglie italiane. La politica deve tornare ad essere una risposta ai bisogni fondamentali dei cittadini».

    In conclusione, Massimo D’Alema invita Cerignola a fornire quell’aiuto alla sinistra che, a suo modo di vedere e alla luce della sua storia, non può sottrarsi dal dare: «Siamo una forza politica che con determinazione può parlare alla coscienza del Paese e che può farsi spazio in modo significativo. Questo è il primo passo verso la rinascita di una sinistra di governo. Non vogliamo lasciare ai nostri figli un Paese dove non c’è la sinistra: un Paese senza sinistra è un Paese più ingiusto».

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