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    Dalla riunione di venerdì scorso spiragli di luce per SIA

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    Dalla riunione tenutasi venerdì scorso in Prefettura si intravede, almeno nelle parole del primo cittadino Franco Metta, qualche spiraglio per il salvataggio della società in house. «Siamo andati ad un funerale e il morto da dentro la bara ha dato due colpetti e ha detto “io non sono ancora morto”» ha detto in Franco Metta sintetizzando metaforicamente gli esiti della riunione, e ha aggiunto: «siamo soddisfatti, la notizia è che abbiamo ancora un’azienda da salvare».

    Dalle parole del Sindaco si comprende come ci sia – almeno pare – massima convergenza di vedute sulle azioni a breve termine da mettere in campo per salvare l’azienda. «Esigenza era che tra i nove comuni e la società SIA si sottoscrivesse un contratto con diversi capitoli destinati ai singoli comuni per garantire alla SIA un introito di 14 milioni di euro. Il primo risultato è che tutti i Sindaci hanno accettato di firmare questo contratto che come somma deve fare 14 milioni». Inoltre, «abbiamo trovato l’accordo per sottoscrivere la polizza fideiussoria a garanzia degli impianti di SIA – dice ancora Metta -. Questa polizza era scaduta e noi non possiamo operare se non abbiamo una polizza a copertura. Fino ad ora ASECO ha lavorato nella biostabilizzazione con una polizza che riguardava quel solo impianto. La Regione ci impone una polizza complessiva che riguarda la biostabilizzazione, la discarica e tutta l’impiantistica di SIA che costa 300mila euro. I comuni si sono impegnati a pagare pro quota di proprietà, ovvero Cerignola darà il 42% di questa somma e ognuno secondo la propria percentuale».

    LA VIA DEL “CONCORDATO” «Ci sarà la presentazione immediata di un’istanza per un concordato in continuità al Tribunale – dice Metta -. Questo per permettere a SIA di continuare a svolgere la propria attività. Ovvio e logico che se non avessimo i 14milioni dei contratti nessun tribunale accoglierebbe la nostra istanza. Un passaggio che serve per andare avanti e non liquidare la società. Inoltre mentre è in piedi una richiesta di concordato nessuno può presentare istanza di fallimento, nessun creditore può aggredire il capitale di SIA. Nessuno può fare un pignoramento presso terzi. Col concordato tutto questo non avviene». E ancora accordo su ristrutturazione del debito e ristrutturazione aziendale, mediata dai sindacati, per arrivare ad un risparmio vero. Ovvie e necessarie la puntualità nei pagamenti e il piano di rientro delle debitorie.

    GLI AVVERTIMENTI DI GRANDALIANO Al tavolo del Prefetto Gianfranco Grandaliano “avverte” di criticità rispetto al futuro immediato dell’azienda. Questione AIA, in riferimento al percolato del V lotto, e debito con ASECO, le due istanze che Metta e gli altri Sindaci dovranno di qui a poco sistemare. «Grandaliano ha annunciato un preavviso di revoca dell’AIA – fa sapere Metta -, perché il livello del percolato è a livelli pericolosi. Siccome non ci sono soldi, dal due maggio non viene smaltito. Abbiamo risposto che i primi soldi li useremo per porre rimedio a questa situazione ed evitare la revoca dell’AIA. Se prima questa questione passava in secondo piano, oggi che ci sono altri interessi diventa centrale». Altro punto che Bari pone nella riunione è la restituzione dei 4 milioni di euro. «I soldi che ASECO ha anticipato, 4 milioni di euro, devono essere restituiti – ricorda Metta -. Ma dei 50 euro per tonnellata di rifiuti biostabilizzati, 9 euro sono destinati ad ASECO per un importo stimato di 400mila euro all’anno, ovvero 4 milioni in dieci anni. Ora pur di far fallire SIA si è inventato che dobbiamo restituire i 4 milioni, che noi non dobbiamo restituire. La tariffa già comprende la quota di restituzione ad ASECO». Questioni di lana caprina dunque, secondo il Presidente del Consorzio, che potrebbero rappresentare gli ulteriori ostacoli ma rispetto ai quali proprio Metta fa sapere che si dovrà esser vigili.