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    In pochissimi alla marcia per la legalità che si è tenuta questa mattina

    Alcuni esercizi hanno aderito allo sciopero, tenendo giù le saracinesche

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    Poco più di una decina i manifestanti che nella mattinata di oggi si sono radunati in Piazza Duomo per lo sciopero generale e il corteo organizzato dal comitato Apulia Mater – lo stesso che si era opposto all’alienazione dei terreni dell’Istituto Agrario presentando un ricorso al TAR successivamente dichiarato inammissibile-. Già dalla giornata di ieri gli auspici non erano dei migliori, con il sindaco Franco Metta che si era apertamente dissociato dall’iniziativa che cade nella stessa giornata in cui il primo cittadino è a colloquio con il Prefetto ed i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

    Alcuni esercizi hanno tuttavia accolto l’appello lanciato dal comitato, rimanendo chiusi per tutta la mattinata. Tuttavia, nonostante le poche presenze, ha spiegato a lanotiziaweb.it il referente di Apulia Mater Michele Raffaeli, che questa manifestazione sarà utile per far giungere in prefettura la voce dei cittadini, ormai esasperati da questa situazione: «Il Sindaco che oggi sarà ricevuto dal Prefetto avrà più forza e coraggio di dire che la gente per bene è scesa in piazza, per quanto non fosse d’accordo con questa manifestazione». «Vogliamo che ciò che è stato fatto a San Severo grazie all’intervento del ministro Minniti (nuovo commissariato e potenziamento dell’organico, n.d.r.) avvenga anche qui – prosegue Raffaeli – poiché le Forze dell’Ordine a Cerignola sono un terzo dell’organico necessario e sono sottopagate».

    Ma la repressione, secondo Raffaeli, non è l’unica soluzione efficace per risolvere la questione criminalità e necessita di essere coadiuvata da politiche che mirino a sanare quelle situazioni di povertà e degrado in cui la criminalità organizzata prospera: «Le diseguaglianze sono enormi e i giovani sono arrabbiati. Ma la strada da intraprendere come protesta non è quella della delinquenza; devono incalzare le amministrazioni e sindacati affinché facciano progetti in favore dell’occupazione e dello sviluppo». Dopo più di un’ora di attesa, il manipolo di manifestanti si è spostato in Piazza della Repubblica dove Raffaeli ha tenuto un breve comizio, affiancato sul palco dal gestore della profumeria vittima di un’intimidazione lo scorso 15 gennaio.

    Cala così il sipario su questa manifestazione che, seppur con risultati numericamente scarsi, ha fatto da eco alla voce e all’inquietudine della cittadinanza.