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    La Guardia di Finanza ha celebrato il 244° anniversario della fondazione

    Il resoconto delle operazioni di contrasto svolte nell'ultimo anno e mezzo circa

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    Le Fiamme Gialle della Provincia di Foggia hanno celebrato oggi, 22 giugno, il 244° Anniversario di Fondazione del Corpo. La Cerimonia, presieduta dal Comandante Provinciale – Colonnello t.ISSMI Francesco Gazzani, si è svolta in piazza Umberto Giordano, alla presenza delle massime Autorità civili e militari del Capoluogo e vi ha preso parte una rappresentanza di Finanzieri in servizio nei Reparti dipendenti. Come ogni anno, l’Anniversario costituisce anche un momento di riflessione, tracciando un bilancio del lavoro svolto nel periodo gennaio 2017-maggio 2018. Le direttrici lungo le quali si stanno sviluppando le attività operative dei Reparti sono tese a:

    • indirizzare l’azione di contrasto verso i fenomeni più gravi ed insidiosi;
    • privilegiare strategie investigative trasversali;
    • aggredire sistematicamente i patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose;
    • contrastare, in particolare nella nostra Provincia, i traffici illeciti via mare, attraverso un dispositivo d’intervento che integra le diverse componenti (territoriale, investigativa e aeronavale) del Corpo.

    Anche per l’anno in corso è quindi stato confermato l’impegno del Comando Provinciale di Foggia della Guardia di Finanza nella lotta ai fenomeni di criminalità economico-finanziaria più diffusi e dannosi. “Evasione fiscale, frodi nella percezione di fondi pubblici, contrabbando, gioco illegale, riciclaggio, infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale, traffici di esseri umani e di stupefacenti, finanziamento al terrorismo, sono solo alcune delle forme di illegalità in grado di mettere a dura prova la stabilità del sistema, non solo a livello domestico ma anche in chiave transnazionale. In quest’ottica, l’azione di contrasto che svolgono i Reparti del Corpo è funzionale non solo ad individuare i patrimoni illeciti ed a recuperare gettito fraudolentemente sottratto a tassazione, ma, anche e soprattutto, a tutelare le imprese sane, le loro potenzialità competitive ed i livelli di occupazione che esse sono in grado di assicurare”.

    LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI              

    LA DISFATTA DEGLI 8 GRANDI EVASORI FISCALI 

    Non si tratta di piccoli commercianti, artigiani e imprenditori, che rappresentano l’ossatura economica della Provincia – sempre da tutelare – e che magari hanno omesso di rilasciare uno scontrino. Parliamo invece dei grandi evasori, ossia di quei soggetti fiscalmente pericolosi i cui patrimoni sono espressione diretta dei gravi reati tributari o economico-finanziari commessi; importi tutt’altro che insignificanti se si pensa che questi evasori, tutti insieme, in un anno e mezzo hanno sottratto allo Stato 25 milioni di euro. E non ci si riferisce a numeri ancora da accertare o a importi da recuperare a tassazione o incassare da parte del fisco, ma a valori e beni “congelati” per poi essere acquisiti in via definitiva (con la confisca) al patrimonio dello Stato. Ci si è arrivati seguendo uno dei nuovi percorsi intrapresi dalla Guardia di Finanza, che mira a “stanare” gli evasori qualificando e quantificando la sproporzione esistente tra i redditi dichiarati e il patrimonio della persona interessata da procedimenti di prevenzione patrimoniale. Un percorso vincente perché non ancorato alla ricerca degli indizi di evasione – non sempre agevoli da riscontrare – ma fondato sul rilevamento della contraddizione emergente tra le manifestate disponibilità finanziarie e lo spesso esiguo reddito dichiarato. Grandi evasori fiscali, quindi, che quasi mai evadono da soli, ma si avvalgono di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false, emesse o utilizzate in contabilità. Veri e propri sodalizi criminali che, affidandosi in qualche caso all’esperta consulenza di studi tributari, sono in grado di minare la concorrenza tra le imprese sane della Provincia. Quello connesso alle fatture false è un fenomeno arduo da contrastare proprio per le difficoltà connesse alla necessità di dimostrare l’inesistenza delle transazioni – a volte immateriali e complesse oltre che di respiro internazionale – o per i tempi occorrenti, talvolta lunghi, per raccogliere tutte le prove.

    Nella “categoria” dei grandi evasori non rientra soltanto chi si avvale delle fatture false. Ci sono anche quelli delle frodi cosiddette “carosello”, quelli che costituiscono crediti IVA fittizi o che ottengono indebite compensazioni di imposte e contributi: sono 133 i casi di società cartiere” o “fantasma”, create ad hoc per la realizzazione di frodi all’IVA, la costituzione di crediti fittizi e l’ottenimento di indebite compensazioni. Vi sono poi coloro che, più intraprendenti, si spingono oltreconfine trasferendo all’estero i propri profitti e, per finire, quelle imprese straniere che operano in Italia, ma non dichiarano nel nostro Paese i redditi su cui hanno l’obbligo di pagare imposte nazionali. Nel settore della fiscalità internazionale i casi di evasione scoperti nel 2017 e nei primi 5 mesi del 2018 sono stati 13.

    COMBATTERE LE INSIDIOSE FRODI FISCALI ANCHE INTERNAZIONALI

    Interventi sempre più mirati per contrastare le frodi fiscali: 849 in tutto, tra verifiche e controlli, avviati nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione fiscale. Sono 190 i soggetti denunciati per reati fiscali, 5 dei quali finiti in manette, denunciati in un anno e mezzo di attività. Il 65% di questi hanno attuato gli illeciti più insidiosi e pericolosi per la stabilità economico-finanziaria del Paese e per la libera concorrenza tra imprese: l’emissione di fatture false, la dichiarazione fraudolenta, l’occultamento di documentazione contabile. I sequestri di disponibilità patrimoniali e finanziarie ai responsabili di frodi fiscali ammontano a 3,5 milioni di euro, cui si aggiungono le ulteriori proposte di sequestro già avanzate, per 25 milioni di euro.

    L’ECONOMIA “INVISIBILE”, LE ACCISE, I GIOCHI E LE SCOMMESSE CLANDESTINE

    Sono 125 le persone del tutto sconosciute al fisco (evasori totali) responsabili di aver evaso, in un anno e mezzo, 21 milioni di IVA. Nello stesso periodo sono stati verbalizzati 227 datori di lavoro per aver impiegato 498 lavoratori in “nero” o irregolari. Nel settore delle accise, i 165 interventi conclusi dalle Fiamme Gialle hanno portato al sequestro di oltre 372 tonnellate di prodotti energetici oggetto di frode. A questi si aggiunge un consumato in frode pari a circa 6.674 tonnellate equivalenti a circa 8 milioni di litri. Nel comparto del gioco e delle scommesse, eseguiti circa 145 controlli e concluse 4 indagini di polizia giudiziaria con il recupero a tassazione di una base imponibile per quasi 10 milioni di euro.

    CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

    AL BANDO CORRUZIONE E SPRECHI 

    Altra fenomenologia illecita contro cui, dopo l’evasione, il Corpo riversa le proprie migliori risorse, è la corruzione, campo nel quale, sempre nell’ultimo anno e mezzo, sono state denunciate, per reati contro la Pubblica Amministrazione, 79 persone, 26 delle quali sottoposte a misure cautelari personali. Nel settore degli appalti