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    Nel week-end la Festa dell’Unità: ancora impantanato il Pd della Ditommaso

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    Dopo settimane di silenzio il Partito Democratico di Cerignola torna a far parlare di sé attraverso la storica Festa dell’Unità, che anche quest’anno, anche se in forma più ristretta, si terrà nel prossimo week-end (dal 28 al 30 settembre) davanti a Palazzo di Città. Una tre giorni in cui si alterneranno volti del panorama piddino, da Raffaele Piemontese a Michele Bordo, da Lia Azzarone a Cesare Damiano.

    PROGRAMMA Venerdì 28, dopo i saluti della segretaria Sabina Ditommaso e della segretaria provinciale Lia Azzarone, sarà la volta del dibattito tra Raffaele Piemontese, Assessore al Bilancio e alle Politiche Giovani della Regione Puglia, e Cesare Damiano, ex Ministro del Lavoro, sui temi del lavoro e della disoccupazione giovanile, dal Jobs Act al Decreto Dignità. Un momento moderato dal caporedattore della Gazzetta del Mezzogiorno Filippo Santigliano. Nella serata di sabato 29, alle 20,00 dibattito tra i consiglieri del gruppo del Partito Democratico e il commissario dell’Ager Gianfranco Grandaliano su temi ambientali. A moderare sarà l’ex amministratore ASIA Sabino Digregorio. Domenica 30 settembre, alle ore 20.00, l’onorevole Michele Bordo discuterà con Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto, di legalità e sicurezza nelle nostre Città. L’incontro sarà moderato dal giornalista Gianni Di Bari. Intanto nella stessa giornata, in mattinata, alle 10,30, la segretaria Ditommaso animerà un incontro “libero” dal titolo “Cerignola 2020, libero dibattito sulle prospettive politiche del centrosinistra in città”.

    LA FESTA CHE NON UNISCE Se è vero che la Festa dovrebbe essere un momento in cui le diverse anime del partito si riuniscono intorno ad un’idea dialogando, ad un obiettivo comune, ed esercitano quel reale senso di comunità (perché comunità dovrebbero essere i partiti, ndr), in casa dem di fatto si sancisce ancora una volta la rottura netta che ha caratterizzato l’ultimo anno. L’attuale, disorientato, gruppo dirigente da un lato; Tommaso Sgarro, assente, dall’altro, che resta tuttavia l’unico candidato spendibile per il 2020. In mezzo il gruppo consiliare, che, seppur sembra impegnato da qualche mese a mediare, finisce sempre per trovarsi schiacciato sulle posizioni del trio Ditommaso-Dalessandro-Giordano, ergo del duo – a livello superiore – Emiliano-Piemontese.

    «“Al cuor non si comanda”, così abbiamo titolato questa edizione della Festa dell’Unità – scrive la segretaria Sabina Ditommaso -, perché non puoi ordinare al cuore di smettere di battere, di dimenticare dei valori, degli impegni e dei simboli. Rilanciamo, proprio a partire dalla Festa, la nostra azione politica in un percorso che inizia oggi. Noi ci siamo e ci saremo, e siamo pronti ad accogliervi». Dichiarazione che contrasta con il chiaro e maldestro tentativo di isolare il partito, di mettere in atto la strategia del “meno siamo meglio stiamo”. Strategia che trova conferma nell’assenza di un consigliere provinciale, l’unico cerignolano espresso dal Pd, ossia Tommaso Sgarro, e di Elena Gentile, europarlamentare Pd di questo territorio, oltre che cerignolana. Estromissioni lapalissiane alla luce della situazione di difficoltà dei dem a livello cittadino, con un partito impantanato su logiche gestionali che poco hanno a che fare con la politica e con il contatto con i cittadini. In questo quadro la possibilità di un sussulto civile (per non dire civico, ndr) nel recinto del centrosinistra è più che un’ipotesi.