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Guerra aperta in maggioranza, Metta: «Paparella ha la memoria corta e la lingua biforcuta»

Guerra aperta tra i due gruppi di maggioranza, “Cicogna” e ” Federazione Civica” con Franco Metta e Leonardo Paparella condottieri in prima linea. Nella giornata di ieri Federazione Civica aveva chiesto conto delle scelte di Metta e del gruppo della Cicogna dopo le elezioni provinciali di domenica scorsa. Al centro le scelte di alcuni dei cicognini seduti nell’Aula Di Vittorio – ovvero l’appoggio a Natale Curiello di Forza Italia e non ad Antonio Limotta di Federazione Civica – ad acuire fortemente le divisioni esistenti all’interno dei gruppi consiliari di maggioranza. Paparella non aveva tollerato la deriva civica in favore del centrodestra riferendo che «eleggere Antonio Limotta in Consiglio Provinciale rappresentava anche un espediente per riallacciare rapporti istituzionali fondamentali resi non più “praticabili” dal sindaco Metta che ha finito per fare terra bruciata attorno a sé e a Cerignola. Invece, si è preferito votare un consigliere d’opposizione».

Pronta la replica di Franco Metta: «Convocai i consiglieri di maggioranza per assumere una decisione condivisa, facendo convergere i voti degli stessi su un unico nominativo e garantire la elezione di un consigliere provinciale di Cerignola. Personalmente proposi la candidatura della consigliere avvocato Loredana Lepore. Tutti furono unanimemente d’accordo. Ma l’avvocato Lepore non intese accettare. Venuta meno questa candidatura si aprì un confronto per cercare una alternativa. Seguirono almeno un altro paio di incontri, non conclusivi. Fissammo un ultimo incontro, per assumere una decisione definitiva, il 9 gennaio alle 17.30. Alle 17.46 il buon architetto Limotta mi scrisse “Buonasera Franco io non riesco a venire sono fuori Cerignola”. Assente anche Paparella. Scomparso. Li avete più visti Limotta e Paparella voi? Io No». Mancando quindi un ordine di scuderia o un accordo ognuno ha fatto le sue scelte, secondo Metta, con 6 consiglieri di maggioranza che hanno appoggiato proprio Natale Curiello.

«Dai giornali apprendo che i due “desaparecidos” del 9 gennaio sono i pesciolini che Rosario Cusmai ha infallibilmente attratto nella sua rete per garantirsi la sua elezione al Consiglio Provinciale. Scopro che non so quale responsabilità avrei nella mancata elezione del candidato Limotta. Che invece si era fatto vivo, il 2 febbraio, vantando di essere già in possesso di voti, minacciando ire tremende se, tutti quelli che dal 9 gennaio lo stavano ancora aspettando, non avessero votato per lui e solamente per lui».

Metta accetta la provocazione di Leonardo Paparella e sfida il gruppo di Limotta: «che desiderano ora Paparella e Limotta? Vogliono sciogliere il consiglio comunale? Andiamo a casa! Chi lo decide, si assume ogni responsabilità. Io mai provocherò lo scioglimento del Consiglio. Adesso dimmi Leo, che vuoi fare? E il non eletto Limotta passa alla opposizione con te per aver subito l’insopportabile affronto di non essere stato eletto consigliere provinciale? La qual cosa avrebbe, ovviamente, ribaltato il futuro di questa città. Fate come vi pare. Ho una città da amministrare» chiosa il Sindaco.

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