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Le novità normative riguardanti la fatturazione elettronica: il caso dei carburanti

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Dal primo giorno del 2019 la fatturazione elettronica è stata resa obbligatoria per tutti i tipi di transazione. Fino al 31 dicembre 2018 l’unico obbligo era relativo ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, mentre successivamente è stato esteso anche ai rapporti tra professionisti (B2B) e tra professionisti e terze parti non detentrici di Partita IVA (B2C).

Uno dei punti centrali, quando si parla di fatturazione elettronica, è quello che investe il tema del rifornimento e dei carburanti per liberi professionisti e aziende. Cercheremo di tracciare ora qualche linea sul ciò che prevede la nuova normativa.

NOVITÀ SULLA FATTURAZIONE ELETTRONICA PER CARBURANTI

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente diramato la circolare 8/E che indica l’obbligo di emettere fatturazione elettronica e ricevere pagamento tramite carta di credito oppure prepagata (o altri pagamenti elettronici tracciabili): solo a patto che ciò avvenga è prevista la detrazione IVA di tali costi. Nel caso in cui un artigiano o un dipendente si trovi nella situazione di effettuare il pagamento con la propria carta personale, bisognerà ugualmente fornire i dettagli della transazione all’azienda e solo sulla base di questo poter ricevere un rimborso (sempre adeguatamente tracciato). 

È chiaro come, con questi nuovi strumenti, l’Agenzia delle Entrate stia cercando di combattere in modo sempre più efficace l’evasione fiscale, obbligando a una perfetta concordanza tra transazioni (delle quali ci sarà quindi conferma sia tramite la fattura ricevuta e successivamente dichiarata dal libero professionista che fa rifornimento, sia dal distributore di benzina che invia i dati della transazione all’Agenzia delle Entrate).

Nello specifico la transazione e l’emissione della fattura si svolge come segue:

    • Al momento di effettuare il pagamento per il proprio rifornimento di carburante, il professionista o il dipendente forniscono al benzinaio i dati relativi alla propria attività e le coordinate di fatturazione
    • Il distributore compila una fattura elettronica contenente i dati (in formato xml)
    • Entro 24 ore la fattura deve essere trasmessa dal distributore al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate

 

  • La piattaforma dell’Agenzia delle Entrate salva nel proprio sistema tutti i dati della fattura

 

  • La stessa piattaforma SDI (Sistema di Interscambio) invia poi la fattura al professionista che aveva effettuato l’acquisto del carburante

Per calcolare le spese per il carburante l’azienda dovrà tener presente alcune linee guida che vengono chiarite dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate:

  • La fattura elettronica si applica a rifornimenti di benzina e gasolio per veicoli aziendali, escludendo quindi rifornimenti per apparecchi di diversa natura (gruppi elettrogeni, attrezzature, ecc.). Tale limitazione va a decadere a partire dal 1 gennaio 2019, equiparando sostanzialmente le possibili destinazioni d’uso del carburante.
  • Viene attivata la possibilità di accludere al conteggio della fattura anche l’acquisto di prodotti per la manutenzione o l’alimentazione di altre parti dei veicoli aziendali (ad esempio olio motore e simili), a patto che l’acquisto venga effettuato (e registrato in fattura dal benzinaio) in corrispondenza dell’acquisto di carburante. Ciò permetterà all’azienda di detrarre l’IVA anche da tali prodotti, fornendo dunque un piccolo vantaggio fiscale (sebbene non ci sia modo di rilevare in modo definito quale sia l’IVA relativa ai prodotti ausiliari e quale relativa al solo carburante).
  • L’Agenzia delle Entrate segnala che riportare il numero di targa nella fattura elettronica è consigliato (per facilitare la tracciabilità) ma non obbligatorio.

C’è comunque da aggiungere che recentemente, per agevolare i professionisti in questi processi di fatturazione – che potrebbero apparire in alcuni casi un po’ insidiosi, anche per via di alcune parti oscure, sulle quali l’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito chiarimenti – molte aziende produttrici di carburanti, così come anche varie compagnie che producono piattaforme di gestione, stanno sviluppando sistemi integrati in grado di aiutare i liberi professionisti a destreggiarsi con più sicurezza in mezzo alle nuove richieste e indicazioni dettate dal Ministero.

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