«Gli studenti dell’IISS Pavoncelli iniziano il nuovo anno con una sorpresa, il doppio turno; le classi degli indirizzi tecnici e professionali si alterneranno nella sede di Corso scuola Agraria con orario delle lezioni disposto su due turni. Soluzione unica e obbligatoria per assicurare il  funzionamento della scuola, garantire il diritto allo studio e scongiurare l’interruzione di pubblico servizio, dopo l’ordinanza sindacale di inagibilità e sgombero dei locali siti in via XXV Aprile». Così il preside dell’Istituto Agrario “G. Pavoncelli” di Cerignola, il professor Pio Mirra, racconta le problematiche della propria scuola all’alba del nuovo anno scolastico.

«Per dovere di informazione verso genitori e studenti – dice il dirigente scolastico Pio Mirra -, è opportuno chiarire ogni aspetto della problematica, diffusa in questi giorni sui social. E’ vero che già dal mese di febbraio era nota una diversa destinazione d’uso dei locali di via XXV Aprile, infatti il Comune di Cerignola informava la Provincia di Foggia, ente gestore dei locali scolastici in uso al Pavoncelli, di aver ottenuto dalla Regione Puglia un finanziamento di € 2.200.000,00 per provvedere alla riqualificazione dell’immobile e comunicava l’avvio del procedimento per l’emissione di un’ordinanza di rilascio dell’immobile. Quindi l’ordinanza era già preannunciata. Ma solo in data 26 agosto il Comune di Cerignola comunicava lo “sgombero” entro 10 giorni, ovvero verosimilmente entro il 5 settembre, e il trasferimento presso la nuova sede, sita al quartiere “Fornaci”,  individuata con Delibera di Giunta comunale del 21/06/2019 e concessa in comodato alla Provincia di Foggia. I nuovi locali, sede di ex scuola dell’infanzia, devono essere però adeguati ad ospitare tredici classi, cinque laboratori e 191 studenti di scuola superiore e la Provincia impegna a tal fine 500.000,00 euro, comunicando che la nuova sede sarà disponibile nel mese di gennaio 2020. Evidente che non era possibile per la Provincia effettuare lo sgombero e il trasferimento del Pavoncelli alla nuova sede entro il 5 settembre. Sarebbe stato opportuno, nell’ottica di una collaborazione interistituzionale tra Comune di Cerignola, ente proprietario, e Provincia di Foggia, ente gestore, indire in tempi utili una conferenza di servizio, convocando anche la scuola, per pianificare ogni misura e azione per il trasferimento delle classi e consentire l’ordinato avvio del nuovo anno scolastico» dice amareggiato Mirra.

«A mettere fine al mancato trasferimento interviene l’ordinanza sindacale, già annunciata, di inagibilità e sgombero per motivi di sicurezza e pubblica incolumità. Queste le circostanze che hanno portato alle lagnanze della scuola, indirizzate ai vari uffici di competenza, come doverosa denuncia di possibile interruzione di pubblico servizio. Sui social si dice che Pio Mirra è ostile all’Amministrazione comunale, tutt’altro, ma in qualità di rappresentante legale ha il dovere e obbligo di adottare ogni provvedimento per garantire il funzionamento scolastico e assicurare il servizio pubblico d’istruzione. Non si tratta di personalismi o di sogni di possibili candidature, come qualcuno apertamente riferisce, ma  esercizio di funzione dirigenziale. Si è sindaco per la durata di un mandato, salvo anticipi e rielezione, si è dirigenti di una amministrazione dello Stato, qual è una istituzione scolastica autonoma, fino al sospirato pensionamento. Si dice che il plesso scolastico di via XXV Aprile è inagibile e legittima e dovuta l’ordinanza sindacale intervenuta. Eppure la situazione di via XXV Aprile, oggetto di continue segnalazioni, sembrava superata, perché pur permanendo alcuni deficit strutturali, risultavano risolti i problemi collegati ai rischi sismici, atteso che il Comune di Cerignola ha già realizzato un progetto di adeguamento, finanziato dal MIT per € 643.000,00 euro, finalizzato a fronteggiare situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici».

Prosegue poi il preside sulla questione del palazzetto dello sport, costruito sottraendo suolo – o meglio due suoli – alle disponibilità della scuola. «Ma Pio Mirra è ostile all’Amministrazione, perché non ha “digerito” il Palazzetto dello sport – afferma polemicamente il dirigente -. Possibili tali affermazioni? La scuola non è mai stata contraria al Palazzetto, ma alla legittimità della procedura, che è stata posta all’attenzione della Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, stante l’obbligo di denuncia in capo al dirigente scolastico, organo di vertice dell’Amministrazione, dei fatti che possono essere causa di responsabilità per danno erariale reale e concreto. Il MIUR, a tutela del Pavoncelli, ha proposto ricorso alla giustizia ordinaria e amministrativa. Si dice “Mirra ha perso”, ma nessun giudice ordinario si è espresso nel merito della vicenda, avendo rigettato per difetto di giurisdizione e il TAR Puglia deve ancora esprimersi nel merito. Si legge “I nostri atti sono perfetti”, ma nessun giudice ad oggi li ha esaminati. Sulle vicende del Palazzetto e del supermercato, vicenda di eco nazionale, parafrasando qualcuno in una recente trasmissione televisiva locale, si può dire “è stato fatto scempio della scuola e del patrimonio cittadino …è come se un giudice dicesse che è prevalente il diritto di un rapinatore a portare a termine una rapina, rapina del rispetto che il territorio di Cerignola si meritava”. Il Pavoncelli funzionerà su due turni con parziale interruzione di pubblico servizio, le cui motivazioni esplicite sono state segnalate agli Uffici scolastici superiori, ma a  patirne il disagio saranno gli studenti, la maggior parte cittadini di Cerignola. Infatti il permanere eventuale del funzionamento su due turni potrà verosimilmente alimentare la grave emergenza dispersione scolastica, specie per gli studenti pendolari e per quelli impegnati in orario pomeridiano in piccoli lavori per contribuire al bilancio familiare; per questi studenti si paventa una frequenza irregolare, pregiudizievole per la validità dell’anno scolastico. “Se non c’è la scuola non c’è futuro. Cerignola è potuta crescere negli anni grazie alle sue scuole, al fatto che qui da circa un secolo c’è un liceo e una scuola agraria”,le parole del Vescovo, Mons. Luigi Renna. Si sente dire “Pio Mirra è ostile …, che cos’ha sul suo comodino?” La foto di mio padre, già preside di scuola media, dice Pio Mirra, che mi ha educato all’etica del lavoro e al rispetto dell’altrui pensiero e ho imparato che non sempre l’istruzione si accompagna con l’educazione, ma spesso con l’arroganza e la presunzione. Ascolto, dialogo, condivisione: il rispetto significa tutto questo, significa fortificare la democrazia, migliorare la qualità della vita, contribuire a far crescere condizioni di benessere per tutti. Sono questi gli obiettivi fissati dal MIUR nel Piano Nazionale di Educazione al rispetto. “La presunzione può gonfiare un uomo, ma non lo farà mai volare.” (John Ruskin)» dice in conclusione Mirra.