Cerignola-Comune

Il Ministero degli Interni vuole lo scioglimento del consiglio comunale di Cerignola. Nella relazione «si da atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi». Inoltre si sottolinea «l’esistenza di una complessa rete di amicizie, frequentazioni e cointeressenze tra amministratori comunali, dipendenti dell’ente locale e soggetti appartenenti o contigui a famiglie malavitose, evidenziando come queste ultime abbiano beneficiato di favor nell’acquisizione di pubbliche commesse, negli affidamenti del patrimonio comunale o nell’esercizio di attività commerciali».

In più la relazione parla di «assidui rapporti che legano il primo cittadino ad esponenti di rilievo della locale criminalità». Alla luce di ciò, e dei riferimenti a questioni specifiche, esisterebbero «una serie di condizionamenti» e quindi ricorrerebbero «le condizioni per l’adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Cerignola (FG), ai sensi dell’art. 143 del dl 18 agosto 2000, n. 267». Questa dunque la richiesta del Ministero al Consiglio dei Ministri.

Conclusi i lavori di indagini lo scorso 9 luglio, tre mesi più una proroga di ulteriori tre, la commissione ha stilato una relazione recapitata al Prefetto Raffaele Grassi, che ha a sua volta fatto giungere le risultanze presso il Ministero degli Interni, che ha nuovamente relazionato.

Proprio nel documento sono diversi i riferimenti (probabilmente non tutti sono citati, ndr) a fatti specifici. Dalle tre interdittive antimafia alla gestione delle autorizzazioni per strutture permanenti dinanzi a locali commerciali. Dagli alloggi di edilizia popolare all’ampliamento del cimitero. Dalla villa comunale al verde pubblico. Dalla presenza di amministratori a determinati festini agli affidamenti di lavori pubblici. C’è di tutto e non tutto nella relazione. E ad essere coinvolta è l’intera macchina amministrativa guidata da Franco Metta. La palla adesso è nelle mani del Consiglio dei Ministri, che presto si pronuncerà.