Nella riunione di oggi, 10 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Cerignola (Foggia) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una commissione di gestione straordinaria. Finisce così l’avventura, durata oltre quattro anni, di Franco Metta. Per Prefettura e Ministero degli Interni a Cerignola la mafia condiziona le scelte amministrative.

Ecco il dettaglio della relazione (clicca qui). Confermata «l’esistenza di una complessa rete di amicizie, frequentazioni e cointeressenze tra amministratori comunali, dipendenti dell’ente locale e soggetti appartenenti o contigui a famiglie malavitose»; in più si confermano «assidui rapporti che legano il primo cittadino ad esponenti di rilievo della locale criminalità». Alla luce di ciò, e dei riferimenti a questioni specifiche, esistono «una serie di condizionamenti» e quindi ricorrono «le condizioni per l’adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Cerignola (FG), ai sensi dell’art. 143 del dl 18 agosto 2000, n. 267».

Arriva dunque un provvedimento che era nell’aria già da tempo e che arriva a margine di una lunga indagine da parte della commissione d’accesso inviata lo scorso 9 gennaio dal Prefetto di Foggia. Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese non ha potuto che proporre il provvedimento al Consiglio dei Ministri che ha dato l’ok. Ora toccherà al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, firmare il decreto di scioglimento del consiglio comunale.