Metta

Se dopo la notizia le bocche sono rimaste parzialmente cucite da Palazzo di Città, con la maggioranza divisa tra silenti e estranei ai fatti, nella mattinata è stato il Sindaco di Cerignola Franco Metta ad intervenire sulla notizia dello scioglimento del consiglio comunale.

«Da oggi comincia un periodo di buio – ha detto Metta -. Io lavorerò perché sia il più breve possibile e il meno dannoso possibile. Ma non posso garantirvi che non ci saranno danni e che non sarà di tempo consistente. Mi hanno fatto fuori. Non ci sono riusciti con la magistratura che non ha potuto arrestarmi, non ci sono riusciti con i soldi, perché li ho fatti arrestare. Non ci sono riusciti con le minacce. Hanno usato il metodo più insidioso, quello da cui non ti puoi difendere. Basta mettere in fila una serie di amenità e tu ti trovi privato della carica che ti avevano consegnato democraticamente i cittadini».

«In questi quattro anni e spiccioli – prosegue – insieme alla mia Amministrazione ho cambiato la città, ora ci spingono indietro, ci portano nel buio. Qualche sciacallo, compreso qualcuno in divisa, vero Salvatore Giaccoli? – si chiede Metta -, ride. Gli sciacalli restano sciacalli, il leone anche se caduto resta leone».

Non si arrende il penalista, che giura, al limite delle lacrime: «Non devo vedere i miei nipoti se non posso giurare a tutta Cerignola che in quattro anni non ho fatto nulla di illecito, nulla di illegale, nulla di scorretto. Vi giuro di battermi fino all’ultima goccia di sangue perché questo buio sia il più breve possibile. E il terzo giuramento che vi faccio e che io, la mia amministrazione e coloro che ha lavorato con me, dopo tutto questo, torneremo e rialzeremo la città che avevamo rialzato».