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«Si, però ha amministrato bene». Opinione pubblica divisa su Metta

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Gennaro Balzano
Giornalista, corrispondente da Cerignola per La Gazzetta del Mezzogiorno, insegna nella scuola primaria. Collabora con l'Università di Bari ed è consulente in comunicazione in diversi progetti.

Nonostante lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, nonostante l’arrivo della commissione prefettizia, in città le opinioni si dividono sull’operato di Metta, ma anche sulla veridicità delle infiltrazioni. I giorni appena trascorsi inaugurano infatti un momento abbastanza delicato per l’intera comunità ofantina. Una frangia consistente da un lato probabilmente non ha ancora ben chiara la portata della cosa, e dall’altro si ferma a quanto mostrato ai cittadini attraverso le opere di pubblica utilità.

«Da cittadino penso che sia tutto falso – dice un cittadino -. Perché come dice tutta la città questo è il Sindaco che ha fatto ciò che in cinquant’anni io non ho mai visto. Ha cambiato Cerignola, siamo orgogliosi di quello che ha fatto e speriamo che ne esca fuori pulito. Perché siamo certi al cento per cento che non ha fatto nulla di male». Del medesimo avviso il consigliere di maggioranza Vincenzo Erinnio, che precisa: «è una notizia che ci lascia con l’amaro in bocca. Aspettiamo gli esiti finali. Posso solo garantire che abbiamo sempre lavorato in massima legalità in tutti questi quattro anni. I risultati ci sono e sono ben visibili. La mafia non esiste. Perché le interdittive non sono arrivate dopo affidamenti diretti ma a seguito di bandi pubblici. Noi non possiamo decidere chi deve partecipare. Quel che accade dopo non possiamo saperlo».

CasarellaProprio sul fare è critico da Fratelli d’Italia Gianvito Casarella: «credo che in questo momento bisogna rispettare le scelte del consiglio dei Ministri. Tacere dunque e aspettare che si compia ogni cosa. A me spaventa la gente che dice “si però ha amministrato bene”. Quel “si però” è un’implicita accettazione di un compromesso, va bene la presenza di certi ambienti nell’amministrazione purché si faccia. Questo è un compromesso al quale culturalmente non scenderemo mai». Due modi di vedere che rappresentano plasticamente quel che si legge sui social network in queste ore, dove i commenti si dividono tra chi difende a spada tratta l’operato di Metta & Co e chi invece rilancia e attacca su quanto sta accadendo in queste ore.

Rosario Spione

«Da sempre ho sostenuto l’inadeguatezza di Metta – ha detto l’ex assessore ai servizi sociali della giunta Giannatempo, Rosario Spione -. Dal primo momento ho sempre detto che una gestione fatta in quella maniera non era utile per la città. Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale diverse attività di questa amministrazione non sono conformi a quanto hanno fatto le altre amministrazioni».

Come accade spesso in queste occasioni la notizia è talmente eclatante da dividere. Quel che viene fuori dalla relazione del Ministro tuttavia è che proprio quanto fatto sarebbe “inquinato” dalle infiltrazioni mafiose; in parole povere, in quel tanto, in molte delle gare, dei bandi, degli affidamenti e delle concessioni, l’organo inquirente ha ravvisato irregolarità che avrebbero favorito aziende o gruppi riferibili a compagini mafiose. «Le risultanze dell’accesso ispettivo – si legge testualmente – hanno evidenziato un’illegittima e anomala commistione nella gestione degli affidamenti di lavori pubblici»; in più «l’amministrazione ha fatto ripetutamente ricorso al modello dell’offerta unica, attraverso procedure caratterizzate da anomalie e irregolarità con aggiudicazioni in favore di imprese riconducibili alla criminalità organizzata». Nonostante questo, e l’importanza del tema, l’opinione pubblica continua a dividersi.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno

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