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“L’estate dell’incanto”, Francesco Carofiglio all’ITET ‘Alighieri’ di Cerignola

Lo scrittore ha presentato il suo ultimo libro, inaugurando le celebrazioni per il sessantennale dell’Istituto ofantino

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Gioacchino Matrella
Classe '86. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Letterature e Storia presso l'Università degli Studi di Foggia. Amante del cinema d'autore, in particolare italiano. Collabora con lanotiziaweb.it dal 2016.

Ha avuto luogo nel tardo pomeriggio di lunedì 28 ottobre, presso l’ITET ‘Dante Alighieri’ di Cerignola, la presentazione di «L’estate dell’incanto» (Piemme), l’ultimo libro dello scrittore, architetto, attore e regista barese Francesco Carofiglio. L’incontro rappresenta la prima tappa di un percorso che celebrerà i 60 anni dell’Istituto di via Giovanni Gentile, fondato nel 1959.

La vicenda narrata risale all’estate del 1939. Miranda, la protagonista, aveva all’epoca 10 anni e si accingeva a trascorrere con sua madre, in assenza di suo padre, la bella stagione nello splendido scenario campestre delle colline pistoiesi, a Villa Ada, da suo nonno, il riservato e quasi anaffettivo marchese Ugo Soderini. Sarà per la piccola l’estate più bella della vita, proprio quella a ridosso dell’orrore, lo scoppio della seconda guerra mondiale. Sullo sfondo ci sono il bosco che circonda la cascina, un luogo che ha del magico, e i quadri che suo nonno, pittore dotato di gran talento, dipinge ma tiene chiusi in un laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare. Ma 10 anni sono quell’età in cui un divieto è visto come un invito…Francesco Carofiglio si è fatto condurre, per condurre i lettori a sua volta, in un itinerario nella giovinezza e nella spensieratezza di Miranda, donna oggi novantenne ma con voglia ancora viva di prendere in mano presente e futuro.

«L’idea del libro è nata da una serie di “incidenti di percorso” – afferma l’autore a lanotiziaweb.it -. È un racconto fattomi da una bambina che mi racconta un’estate trascorsa con sua madre in un bosco magico, ai suoi occhi. Poi c’è stata una serie di incontri fatti lo scorso anno che mi ha portato a riflettere su un periodo della storia di questo Paese e sulla storia privata di una bambina». La vicenda è densa di bellezza, in netto contrasto con l’immenso dolore che di lì a poco avrebbe portato il secondo conflitto mondiale: «Questa è una storia che corre proprio su questa linea di confine, che divide la bellezza di quel passaggio dall’infanzia all’adolescenza di una bambina toscana che vive un’estate bellissima, da quello che inevitabilmente accadrà, che condizionerà le sorti di un intero Paese e, in maniera particolare, la vita di questa bambina». Miranda, fendendo le nebbie della memoria, fa di nuovo attuali quei mesi spensierati sulle colline pistoiesi: «Si può dire che il ricordo di quell’estate per lei, oggi novantenne, rappresenti linfa nuova, generatrice di una inattesa seconda giovinezza». Infine, Carofiglio sottolinea l’importanza di progetti di promozione della lettura come quelli a cui ha dato vita l’Istituto ‘Alighieri’: «È fondamentale. I ragazzi possono avere anche un riscontro concreto nel rapporto con gli autori. È fondamentale che nella scuola ci siano libri a disposizione. So che in questa scuola c’è una bella biblioteca. Ecco, fornire le opportunità di lettura per i ragazzi è un modo per avviarli a un mondo più sano, un mondo migliore».

Durante la presentazione – introdotta dai saluti del dirigente scolastico, prof. Salvatore Mininno, e condotta dalla prof.ssa Lucia Nigro, coordinatrice del corso serale, e dalla prof.ssa Michela Carlucci, giornalista e docente dell’ITET ‘Alighieri’ – emergono diversi aspetti del libro e del lavoro grazie al quale è nato. È come se il racconto andasse avanti attraverso l’uso dei sensi, con una spiccata capacità di far giungere al lettore immagini, colori, odori e persino i silenzi. Carofiglio ha spiegato come sia stato importante per la stesura dell’opera andare a conoscere in prima persona diverse attempate signore toscane, studiandone con attenzione gli atteggiamenti. Alla domanda sul come mai abbia sentito l’esigenza di raccontare una storia con una protagonista al femminile, Carofiglio spiega che quel racconto potesse essere soltanto donna, anticonformista e ribelle, esattamente come la Miranda del 1939, caratteristiche che ha ben conservato tutt’oggi. Il poliedrico autore dona, infine, al pubblico alcuni estratti del libro declamati con il talento tipico dell’attore di teatro di lungo corso.

L’evento è stato inoltre l’occasione per omaggiare Francesco Carofiglio e la sua famiglia con la scoperta di una targa all’interno della biblioteca scolastica, ricordando i genitori Enza Buono e Nicola, scrittori, appassionati di libri e generosi donatori di volumi nei confronti della Comunità scolastica dell’ITET ‘Alighieri’.

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