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“Caffè amaro”: nella relazione del Prefetto gli affari della criminalità con i bar

Occupazioni del suolo pubblico non a norma e una "solerzia" ingiustificata dell'amministrazione nei confronti di alcuni esercizi commerciali riconducibili a soggetti appartenenti o vicini ai clan

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I presunti affari della mala cerignolana nel settore dei bar e della ristorazione sono da sempre stati uno dei fatti più chiacchierati in città, anche in tempi non sospetti. Ma quanto scritto nella relazione prefettizia sembra confermare quelle che fino a qualche mese fa erano derubricate e a semplici voci. Sono tre le situazioni sottolineate nel documento redatto dal Prefetto Raffaele Grassi che entra nel cuore delle motivazioni che hanno portato al commissariamento del Comune di Cerignola. Si fa riferimento proprio a quel “favor” per quanto nei confronti di soggetti appartenenti o vicini ai clan che, in questo caso, interessa le autorizzazioni, anche se nel resto della relazione si parla anche di appalti e concessioni.

I RAPPORTI TRA PROPRIETARI E CRIMINALITA’ La relazione sottolinea le strette relazioni che legano gli esercizi commerciali a soggetti riconducibili alla criminalità organizzata. Si legge che «Il bar pasticceria OMISSIS è di proprietà di OMISSIS, legale rappresentante della società OMISSIS, con sede a Cerignola. OMISSIS è il fratello di OMISSIS, detto OMISSIS, pluripregiudicato, elemento di spicco del clan OMISSIS, condannato per associazione di tipo mafioso». Del secondo caso si scrive: «Il bar OMISSIS è di proprietà di OMISSIS, affiliato al clan OMISSIS, pluripregiudicato, condannato per associazione di tipo mafioso». Questo caso si collega alla questione delle frequentazioni dell’ex-Sindaco Franco Metta di cui abbiamo ampiamente trattato in un precedente articolo. La relazione infatti evidenzia come «OMISSIS era tra i presenti ai festeggiamenti del matrimonio, celebrato con rito civile il 1.9.2015 […] In tale contesto, nel quale vi era la presenza di numerosi affiliati al clan OMISSIS, oltre che dello stesso OMISSIS, capo dell’omonimo clan mafioso, era presente il Sindaco di Cerignola, il quale, oltre ad officiare la cerimonia, ha partecipato ai festeggiamenti». Per il terzo rilievo si sottolinea invece che «La titolare è OMISSIS, elemento di spicco del clan OMISSIS». Anche la storia di questo esercizio si ricollega ai rapporti di Metta con esponenti della criminalità organizzata. Si fa riferimento all’episodio avvenuto nel maggio 2017, quando l’ex-Sindaco, assieme all’allora assessore Carlo Dercole, partecipò al brindisi inaugurale del bar. «Da alcune fotografie – si legge nella relazione – si vede OMISSIS, alias OMISSIS, figlio di OMISSIS, con potere decisionale all’interno dell’organizzazione, versare da bere al Sindaco in un clima di grande ‘confidenza’». Al di là dei collegamenti dei locali con la criminalità locale, l’aspetto ancor più preoccupante che emerge dalla relazione prefettizia è che dietro questi esercizi ci siano vicende amministrative sospette e procedimenti “di favore”.

OCCUPAZIONI DEL SUOLO PUBBLICO NON A NORMA Del primo caso ad esempio il Prefetto riporta come l’esercizio sia beneficiario di un’autorizzazione per l’occupazione di sudi carattere permanente che «si pone in contrasto con le nuove disposizioni contenute nel Regolamento comunale c.d. ‘dehors’ che prevedono la durata limitata della concessione di occupazione del suolo pubblico per un periodo complessivo non superiore a 5 anni, rinnovabile». Altrettanto anomala è la cronologia del procedimento amministrativo. Singolare è come «il propedeutico nulla osta del Settore Servizi Tecnici Urbanistica e Patrimonio, relativo alla richiesta di occupazione del suolo pubblico veniva rilasciato il 20.05.2017, quindi antecedentemente alla presentazione dell’istanza da parte dell’interessato». L’istanza (che ricordiamo essere il primo passaggio necessario perché si avvii un qualsiasi procedimento amministrativo ad iniziativa privata n.d.r.) era presentata addirittura undici giorni dopo, il 31 maggio.

Concessioni a tempo indeterminato e un’amministrazione talmente efficiente da prevedere le istanze che le verranno poste. A cosa si deve questo trattamento di riguardo? Secondo gli inquirenti questi elementi «si risolvono in un innegabile favor per imprese alle quali può ragionevolmente attribuirsi una vis intimidatoria, in virtù del poter evocativo che hanno parentele o altri rapporti tipici degli amministratori con appartenenti alla criminalità mafiosa».

Per quanto riguarda gli altri due esercizi segnalati, altrettanto allarmante è il dato per cui imprese riconducibili alla criminalità occupino suolo pubblico senza le autorizzazioni necessarie. Si rileva come nel primo «OMISSIS occupa, per l’esercizio della propria attività, il marciapiede prospicente al bar con tavolini, sedie ed una struttura di notevoli dimensioni, chiusa su tutto il perimetro del portico […] in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo da parte del Comune e in dispregio delle previsioni del regolamento comunale c.d. ‘dehors’». Per il secondo si constata come anche «OMISSIS occupa, per l’esercizio della propria attività il suolo antistante tutto il marciapiede […] Anche in questo caso – chiosa amaramente la relazione – un soggetto inserito in contesti mafiosi dispone del suolo pubblico in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo da parte del Comune, che soggiace ad iniziative private, rinunciando ad esercitare le proprie funzioni di amministrazione attiva e di vigilanza, avvantaggiando di fatto imprese contigue alla criminalità organizzata».

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