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“Storie da tè”, ieri è stato il turno di Salvo Fuggiano e del libro “Una ferita aperta”

Il romanzo è ispirato alla drammatica vicenda dei fratellini Ciccio e Tore, morti a Gravina di Puglia nel 2006. È inoltre candidato a diventare una serie televisiva

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Gioacchino Matrella
Classe '86. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Letterature e Storia presso l'Università degli Studi di Foggia. Amante del cinema d'autore, in particolare italiano. Collabora con lanotiziaweb.it dal 2016.

È stato l’autore pugliese Salvo Fuggiano, originario di Massafra (Taranto), il secondo ospite della nuova edizione delle «Storie da tè», il ciclo di appuntamenti letterari ospitato da “Bramo-Cioccolateria Perrucci”, con la partnership della book-blogger Sara Giorgione e della libreria “L’albero dei fichi”. Nel tardo pomeriggio di domenica 17 novembre, ha avuto luogo nella location di via Don Minzoni la presentazione di «Una ferita aperta» (edizioni Les Flaneurs). Il protagonista della storia è Salvatore, giornalista che è impegnato nella stesura di un romanzo sulla pedofilia, la cui vita viene stravolta dalla notizia della morte di sua madre. Dopo molti anni torna nel suo paese natale in Puglia, mai precisamente identificato. Il forte impatto con un passato che aveva quasi sepolto fa invece riaffiorare in lui il ricordo di suo fratello Francesco, morto quarant’anni prima in circostanze ancora avvolte dal mistero. Scrittura del libro e realtà finiscono così per intrecciarsi nella sua esistenza, fino a quando si troverà dinanzi ad un bivio in cui dovrà scegliere se seguire la sua natura o combatterla e scavare in quell’oscuro passato.

Il romanzo prende spunto da fatti realmente accaduti, in particolar modo la drammatica vicenda di Ciccio e Tore, i due fratellini che tennero col fiato sospeso l’intero Paese, fino al tragico epilogo che spense definitivamente ogni speranza. «La storia è nata proprio da questo, una vicenda che mi ha coinvolto tantissimo nel 2006 e nel 2008, con il ritrovamento dei cadaveri mummificati dei ragazzini», spiega Salvo Fuggiano a lanotiziaweb.it. Approfondendo, afferma: «Era un’idea embrionale e l’ho sviluppata poi basandomi su esperienze di vita. La storia di Ciccio e Tore mi è servita per poter sviluppare tutto il resto del romanzo: ho immaginato quello che sarebbe potuto accadere nel momento in cui uno dei due fratellini si fosse salvato e, a distanza di quasi quarant’anni, raccontava il dramma vissuto, coinvolgendo anche discorsi come pedofilia, violenze sui minori, pazzia, depressione».

La pedofilia è un tema scottante e purtroppo ancora attuale, che però l’autore non ha avuto il timore di affrontare: «È difficile tutt’oggi denunciare e parlarne. C’è ancora una sorta di tabù. Io sono dell’idea che qualsiasi forma di violenza, che sia fatta su un minore, su una donna, su un anziano, anche sugli animali, debba essere assolutamente denunciata. Non mi ha creato problemi a livello personale parlare di questo, nonostante tante persone mi avessero detto di fare attenzione nel farlo. Penso di essere stato molto delicato nel trattare la violenza sui minori. Nonostante ciò, il libro ha delle tinte forti sull’argomento». Il romanzo dell’autore massafrese è candidato a diventare una serie televisiva: «Prima che il manoscritto arrivasse a Les Flaneurs editori – spiega – avevo contattato diversi registi. Uno di loro è Dario Piana, che ha vissuto e lavorato per molti anni a Los Angeles, regista di tantissimi spot televisivi e soprattutto del film “Le morti di Ian Stone” (2007, ndr). È nata con lui un’amicizia via web. Ha voluto il manoscritto e nel giro di 15-20 giorni l’ha letto e riletto, rimandone interessato. L’idea è quella di fare una serie televisiva perché renderebbe meglio la complessità del libro, che ha due storie, rispetto ad un film, che era l’idea iniziale. È adesso in mano ad uno sceneggiatore e un produttore e vedremo cosa accadrà…».

Il lavoro di Fuggiano non finisce però qui: «A fine primavera uscirà il seguito di “Una ferita aperta”, perché è una trilogia. Si chiamerà “Spasmo”, dove ci sarà il ritorno del “Salvo di carta” dalla Puglia a Pescara. È un viaggio a ritroso, rispetto al primo capitolo. Se dovesse andare in porto il discorso della serie televisiva, il regista ha già intenzione di dar vita al seguito della fiction». Oltre all’opera, durante la presentazione condotta da Sara Giorgione è emerso il vissuto di Salvo Fuggiano. Libraio indipendente, docente di lingua inglese e spagnola, da sempre amante dei libri, ha fatto della scrittura uno strumento di difesa e di rinascita in un delicatissimo momento della sua vita: la scomparsa di suo padre. Mettersi a scrivere, come egli stesso non ha avuto paura di affermare, ha significato buttar fuori quel buio interiore che lo attanagliava.

Il prossimo appuntamento con le “Storie da tè” è fissato per domenica 1° dicembre, quando Tony Di Corcia presenterà il suo «Giorgio Armani. Il re della moda italiana».

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