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Mafia e cantieri: nella relazione anche gli “ex-stalloni” Pavoncelli e Palazzo Fornari

Personaggi vicini ai clan coinvolti nei lavori pubblici e, ancora una volta, procedure amministrative sospette o "di favore" nei confronti di certe imprese

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Nella lunga disamina delle questioni che hanno portato allo scioglimento del Comune di Cerignola per infiltrazioni mafiose, l’attenzione della Commissione d’accesso prima e della Prefettura poi si sono concentrati sui lavori e sulla gestione di due immobili storici quali Palazzo Fornari e gli “ex-stalloni” Pavoncelli annessi all’ex-caserma “Nino Bixio”. Lo schema prospettato all’interno della relazione sembra riproporsi in ambo i casi: alla presenza di soggetti vicini ai clan si collegano vicende amministrative poco chiare relative ai procedimenti stessi o ad altri collegati alla vicenda.

“EX- STALLONI” Nella relazione si legge come i lavori di recupero edilizio e funzionale degli “ex-stalloni”, destinati a diventare una struttura per anziani anche non autosufficienti, siano stati affidati nell’agosto 2017 alla «società OMISSIS, con sede in Sannicandro di Bari, per un importo complessivo pari a €549.917,06». Un episodio in particolare ha catturato l’attenzione della Commissione: «Nel corso di un accertamento ispettivo […] effettuato in data 23.5.2019, è stata accertata la presenza, presso il cantiere edile ‘ex stalloni’, oltre che del capo cantiere, OMISSIS, anche di OMISSIS – dipendente della società dal 1.12.2017 al 28.12.2018 (e quindi non al momento dei fatti n.d.r.) con mansioni di geometra – il quale aveva con sé una cartellina contenente documentazione inerente la citata ditta». Qualche riga dopo si spiega il perché dell’attenzione rivolta a questo soggetto: «OMISSIS è il fratello del ben più noto OMISSIS, pluripregiudicato, elemento di spicco del clan OMSSIS, condannato per associazione di tipo mafioso». E ancora, «Nell’occorso OMISSIS ha dichiarato di non essere più dipendente della OMISSIS e di continuare ad avere rapporti con la stessa in regime di libera professione». Oltre al fatto che attorno al cantiere graviti una figura vicina ai clan, altrettanto oscuro è il procedimento amministrativo che ha portato all’aggiudicazione della gara e delle circostanze che l’accompagnano. Si scrive infatti che: «ancora una volta una sola impresa partecipante alla gara, nonostante la consistenza del prezzo a base dell’asta (come vedremo infatti nei successivi focus, non si tratta dell’unico caso in cui si è verificata questa situazione “inusuale” n.d.r.), una ditta con sede legale fuori provincia che, nel momento in cui viene ad operare in Cerignola, recedono il rapporto formale di lavoro con un soggetto ‘conosciuto’ nell’ambiente cerignolano».

PALAZZO FORNARI Anche la gestione del Laboratorio Urbano “Officina delle Arti della città di Cerignola”, situato al piano terra di Palazzo Fornari, è finita sotto la lente della Commissione. Prima ancora che venisse attenzionata dagli inquirenti, la struttura era stata al centro di una questione molto “chiacchierata” i cui contorni non sono stati ancora del tutto chiariti. Dal settembre 2017 al maggio 2018 aveva occupato le pagine di cronaca la diatriba (già analizzata nel dettaglio) tra l’amministrazione Metta e la “Montingelli Brothers”, che gestiva la struttura dal 2016 ed era stata messa alla porta dopo che il Comune aveva rilevato gravi inadempienze contrattuali. Contestazioni che la vecchia gestione aveva sin da subito respinto per poi rincarare la dose ed accusare l’amministrazione di aver costretto la “Montingelli Brothers” in una condizione per cui fosse praticamente impossibile adempiere.

Nelle more dell’indizione di una nuova procedura per l’indizione di una gara, l’amministrazione di allora, con la deliberazione di Giunta n.234 del 6.7.2018 affidava in via temporanea la gestione della struttura all’associazione culturale – di cui, come vedremo, si scrive nella relazione – che tramite istanza aveva manifestato la propria disponibilità a garantire un servizio provvisorio. Pur essendo una transitoria l’affido si prolungherà fino al febbraio 2019, quando viene finalmente indetto il bando di gara. La giunta comunale aveva dato indirizzo affinché si procedesse rapidamente alla pubblicazione del bando poco dopo che, il 31 gennaio, i Carabinieri si erano presentati a Palazzo Fornari per effettuare accertamenti inerenti alla gestione e alla titolarità degli interventi realizzati sino a quel momento. Ad aggiudicarsi la gara sarà poi la stessa associazione culturale che si era impegnata nella gestione provvisoria. Al di là di queste ricostruzioni, nella relazione si legge che «gli accertamenti hanno portato a comprovare la vicinanza tra l’Associazione culturale OMISSIS (proprio quella cui è stata affidata la gestione dei locali nel luglio 2018 n.d.r.) e la genìa criminale dei OMISSIS». Ma c’è di più.

La Commissione, partendo da questa vicinanza, è riuscita a ricostruire le linee di una vicenda più complessa che va oltre la questione di Palazzo Fornari: «Presidente della predetta associazione […] è OMISSIS, fidanzata di OMISSIS, quest’ultimo legale rappresentante della OMISSIS. La OMISSIS srl, di OMISSIS, risulta appaltatrice di lavori pubblici affidati dal Comune di Cerignola, alcuni dei quali eseguiti mediante subappalto alla ditta individuale OMISSIS». Come per il caso degli “ex stalloni” si rileva come una personalità vicina ai clan graviti attorno a questi cantieri: «Presso la ditta OMISSIS risulta assunto dal 5.5.2016, come operaio manovale, OMISSIS, figlio di OMISSIS, pluripregiudicato, elemento di spicco del clan OMISSIS, condannato per associazione di tipo mafioso».

Lo schema è il solito. Ancora una volta, alla presenza di un soggetto vicino alla criminalità organizzata, si affianca una vicenda amministrativa poco trasparente che si concretizza in un trattamento di riguardo per un’impresa sospettata di essere contigua a quegli ambienti. La Commissione evidenzia infatti «le incongruenze procedimentali che hanno portato all’alienazione proprio alla società OMISSIS di un terreno di proprietà comunale. La relativa decisione – si legge – è stata assunta dall’Ente come deliberazione di Giunta, laddove organo competente a disporre è il Consiglio Comunale. Inoltre, il bene – non inserito nel piano delle alienazioni e valorizzazione dei beni del patrimonio immobiliare del Comune allegato al bilancio di previsione 2017/2019 – è stato alienato con trattativa privata aderendo sic e simpliciter alla proposta di acquisto formulata dalla ditta OMISSIS, in assenza dei presupposti, come definiti dal regolamento comunale, di una motivazione in tale ordine a tale scelta procedimentale».

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