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“Una vita da social” ha fatto tappa a Cerignola. Testimonial la cantante Alessandra Amoroso

Il tour nazionale promosso dalla Polizia Postale è volto ad educare bambini e adolescenti al corretto uso dei social network

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Gioacchino Matrella
Classe '86. Laureato in Lettere Moderne e in Filologia, Letterature e Storia presso l'Università degli Studi di Foggia. Amante del cinema d'autore, in particolare italiano. Collabora con lanotiziaweb.it dal 2016.

Ha avuto luogo nella mattinata di martedì 26 novembre a Cerignola uno degli incontri previsti nel tour di «Una vita da social», il progetto di sicurezza nell’uso della rete rivolto agli utenti dei social network, soprattutto quelli in età scolare. Questa importante campagna educativa itinerante, realizzata dalla Polizia Postale, è partita lo scorso settembre da L’Aquila, dove si è tenuta la cerimonia inaugurale dell’anno scolastico alla presenza del Presidente della Repubblica e del Capo della Polizia.

Il tutto si svolge nell’aula didattica multimediale all’interno del truck che sta girando l’intero Paese, giunto anche nel comune ofantino con tappa presso Piazza Duomo. «È un’iniziativa che ha l’obiettivo di educare alla legalità nel campo digitale – spiega la dott.ssa Ida Tammaccaro, dirigente del compartimento Polizia Postale Puglia, a lanotiziaweb.it -. È un bisogno molto sentito da tutta la popolazione, soprattutto da quella giovanile. Siamo giunti alla settima edizione di questa grande iniziativa, che vede il nostro truck girare per tutte le città d’Italia e la Polizia Postale impegnata ad incontrare migliaia e migliaia di ragazzi di tutte le scuole di tutte le città». Le nozioni che questi incontri trasmettono sono importanti non solo per gli adolescenti, ma anche per gli adulti: «È importantissimo perché il primo dialogo con i ragazzi lo fanno i genitori, le famiglie e le scuole. Dev’essere un dialogo continuo, aperto e proficuo. Non c’è un luogo come il web in cui imporre divieti sia praticamente impossibile. L’unica cosa che è possibile fare è educare i ragazzi ad un uso responsabile. Noi lo facciamo, ma è certamente molto importante che i genitori comprendano quali sono i rischi e quali sono le indicazioni da dare ai loro figli, mettersi costantemente in una posizione di confronto e di dialogo per aiutarli a navigare in sicurezza».

Cyberbullismo e pedopornografia rappresentano ancora rischi rispetto ai quali è assolutamente vietato abbassare la guardia: «Sono sicuramente molto diffusi perché la rete è un luogo in cui propagare e amplificare tutto è facilissimo. ‘Tutto’ vuol dire sia tutto il bene che tutto il male. È quindi giusto navigare in un luogo conoscendone i rischi, per evitarli. Purtroppo capita con frequenza di poter incappare sia in vicende di cyberbullismo, che sono propagate dagli stessi ragazzi e dalle quali bisogna imparare a difendersi ma anche a dissociarsi, sia in casi di pedopornografia, perché gli incontri che avvengono in rete non sono tutti fatti con persone della cui identità e delle cui intenzioni siamo certi. È molto importante – conclude la dott.ssa Tammaccaro – riuscire a capire quando c’è qualcosa che non va».

Diverse sono state le scolaresche alternatesi nell’aula didattica multimediale itinerante, con le lezioni sull’uso responsabile e consapevole delle piattaforme social tenute dall’ispettore Raffaele Mazzarino, responsabile della sezione Polizia Postale di Foggia. Importante è stato inoltre l’intervento di un testimonial d’eccezione che, attraverso un video-messaggio, ha fornito il proprio contributo. Si tratta della cantante Alessandra Amoroso, idolo anche di tantissimi adolescenti internauti: «A mio modo, partecipo anch’io a questa bellissima iniziativa. Voglio solo dire due cose molto semplici, che sono quelle che ho cercato di portarmi dietro in questi dieci anni, da quando è esploso il fenomeno social network. Cercherò di far vedere sempre quella che sono realmente, non mi sono nascosta, non ho posto dei limiti e quelli che avevo li ho sempre fatti vedere. Ho cercato di portare avanti i valori che mi hanno insegnato i miei genitori, i miei nonni, che ogni giorno mi ricordano la mia terra. Portiamo questi valori anche sui social – conclude – e tanto, tanto entusiasmo che sicuramente si può regalare agli altri». Da sottolineare anche (a ricordo della giornata odierna) la rappresentazione grafica realizzata dall’artista cerignolano Lorenzo Tomacelli, ideata appositamente per l’evento.

I social network infatti sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager. Dalla ricerca di Skuola.net per “Una Vita da Social”, però, emergono anche altri fattori interessanti che spesso i Millennials e la Gen Z tengono ben segreti. Emerge infatti che 1 ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso: sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne 1 oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente ma solo con un fake. Perché questa identità anonima? Principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%).

Non manca tuttavia uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per 1 su 3, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull’umore. Mentre il 40%, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo 1 su 6 dichiara di non farlo mai. Questo perché attraverso la guerra dei like di costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like). Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al like tattico, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare.

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