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«Invece di combattere la mafia si combatte il Vescovo». Renna esce allo scoperto

Le parole del Vescovo sono arrivate nel corso del meeting con i Sindaci della Diocesi e le Forze dell’ordine

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Nel corso della tavola rotonda con le Forze dell’ordine e i Sindaci della Diocesi tenutasi nella serata di ieri presso l’Episcopio, il Vescovo Monsignor Luigi Renna ha replicato alle voci critiche, provenienti da più parti, sui suoi rapporti con l’amministrazione Metta, sciolta per infiltrazioni mafiose. «Stranamente in quest’ultimo periodo invece di combattere la mafia si combatte il Vescovo – dice Renna -. L’unico risultato che si ottiene è creare confusione nella gente mentre chi deve fare i suoi loschi affari continua a farli, e di ciò non se ne parla più».

Il Vescovo ha rivendicato il modo in cui la Diocesi si è posta nei giorni successivi allo scioglimento del Comune: «C’è stato un tam-tam da parte di alcuni che chiedevano una presa di posizione immediata. Questo intervento era già stato programmato da tempo perché, già nei mesi precedenti si era intuito che si potesse concretamente andare verso lo scioglimento. Tuttavia ho preferito esprimermi qualche settimana dopo per distanziare l’intervento dalle tante voci che si erano semplicemente limitate ad esprimere un parere pro o contro l’Amministrazione passata. Bisogna infatti distinguere il modo di stare della Chiesa da quello dei partiti – prosegue Renna -. Siamo intervenuti invitando alla razionalità, parlando di mafia e ribadendo che la Chiesa non deve assumere gli stessi ruoli della Magistratura e dei Commissari prefettizi. Per risolvere una situazione si parla del male che affligge una comunità senza entrare nell’agone partitico-politico».

Sul ruolo della Chiesa nel percorso di ricostruzione: «Ci si aspetta da parte nostra che ci si metta a capo di un movimento. Questo in realtà sta già accadendo con stili particolari, lo stile dell’associazionismo, delle lettere, dell’incontro con le persone e dei rappresentanti delle Istituzioni. Non con i tempi che vengono dettati dai partiti ma con i tempi della ‘libera Chiesa in libero Stato’, principio che è alla base della nostra democrazia». Mons. Renna ha parlato anche delle Confraternite e del Cimitero. La società che si occupa della gestione del Cimitero è finita sotto la lente d’ingrandimento della Prefettura. Sul punto il Vescovo respinge le accuse che mettono in dubbio l’agire della Diocesi: «Non consento che si facciano supposizioni sull’agire della Chiesa, né per quello che riguarda la Curia, né per quello che riguarda tutti i miei collaboratori, incluse le confraternite per le quali ci sono dei controlli e procedure che sono state rispettate ed effettuate alla luce del sole, senza alcun clamore».

Il Vescovo sottolinea fortemente che non esiste alcuna collusione o accordo tra Chiesa e criminalità: «non ci sono state infiltrazioni di alcun tipo, tant’è che non abbiamo ricevuto avvisi di garanzia a tal proposito. Ritengo che la trasparenza sull’operato delle confraternite sia stata sempre rispettata, senza dimenticare che anche in passato le stesse sono state commissariate in casi di irregolarità. C’è una gestione del cimitero con cui dobbiamo per forza di cose confrontarci, ma sono altre le autorità che devono intervenire nel caso ci siano problemi. La Chiesa di Cerignola è libera da qualsiasi tipo pressioni». Renna chiosa stigmatizzando il modo in cui la politica locale si rapportata a questa situazione: «Dico ciò perché in maniera incauta anche alcuni rappresentanti di partito intervengono con dichiarazioni che si ritorcono o si ritorceranno contro loro. Non abbiamo infatti nulla da nascondere o da esibire perché tutto è andato de plano».

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