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Anche il 2019 si scioglie, tempo di bilanci e botti di fine anno

Scioglimento, commissariamento, la difesa di Metta, il ruolo della Chiesa. Di cosa (e come) abbiamo parlato quest’anno?

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L’anno che volge al termine lo ricorderemo come quello del commissariamento del Comune di Cerignola. Eccetto una breve pausa estiva dove sembrava che le sorti della nostra città dipendessero esclusivamente dalla promozione in serie C dell’Audace (ambizione legittima che deve ancora finire il suo lungo calvario di giustizia amministrativa), a partire dal 9 gennaio 2019, giorno dell’insediamento della Commissione d’accesso, fino ad oggi non si è parlato praticamente d’altro. E la dialettica in merito si è sviluppata seguendo il classico “giuoco delle parti”.

C’E’ CHI SI DIFENDE… E cioè l’ormai ex-Amministrazione, che si dichiara innocente raccontando la propria versione dei fatti, alle volte gridando al complotto, magari con un fine più politico che giuridico. Una narrazione della realtà molto aggressiva, forse in taluni punti al limite della mancanza di rispetto delle Istituzioni, che però è incappata in alcuni scivoloni. Come quando, ad esempio, è stata attribuita con molta leggerezza ad uno dei tre Commissari la frase “A Cerignola non c’è mafia”. Esternazione che suonava per lo meno bizzarra considerando che sarebbe stata pronunciata da qualcuno inviato dallo Stato ad amministrare un comune sciolto per infiltrazioni mafiose e senza dimenticare che, ammettendo per assurdo che stiamo tutti vivendo un incubo e che quello che sta accadendo non sia reale, ci sono sentenze della Corte di Cassazione risalenti al 1994 che parlano chiaramente di clan mafiosi autoctoni nel centro ofantino. Di fatti, come poi spiegato dal diretto interessato nel corso una conferenza stampa, questi stava semplicemente facendo notare come nella città di Di Vittorio non ci fossero quelle situazioni estreme “alla Scampia”. E menomale. Un “ruzzolone” più veniale ha riguardato le festività natalizie. Dalle parole degli ex-amministratori e sui propri house organ si è scritto che non ci sarebbe stato “Nessun evento natalizio”. In parte ciò vero, perché era stata effettivamente revocata una delibera che stanziava fondi per la realizzazione di spettacoli ed eventi, ma limitatamente alle zone riguardanti il centro della nostra città, mentre è stato quasi completamente dimenticato che le vie della Terra Vecchia sono state animate dal villaggio di Natale, esattamente come l’anno scorso quando a Palazzo di Città c’era Metta e non i Commissari. Insomma, a forza di gridare allo scandalo si è trascurato quel poco che di bello già c’era. Molto spesso poi si è annunciata la catastrofe, parlando del commissariamento come la paralisi totale di Cerignola. Certo la Villa Comunale chiusa, le porte del teatro Mercadante sbarrate e il palazzetto inagibile così come la tribuna del Monterisi non fanno piacere a nessuno. Ma, come spiegato dai Commissari nella conferenza stampa di cui sopra, tutto ricomincerà a muoversi con le tempistiche richieste dalla legge, senza colpi di mano (leggi, ordinanze o proroghe) che avrebbero l’effetto di peggiorare situazioni che nascono prima del commissariamento, con l’Amministrazione Metta se non con quelle ancora precedenti. “Buone prassi” cerignolane insomma.

C’E’ CHI ATTACCA… E qui ci spostiamo nel bel mezzo dell’agone politico. Le opposizioni hanno più o meno proficuamente impostato il dibattito sulla questione legalità quando l’Amministrazione Metta era ancora in carica. Allo scioglimento si è parlato di voglia di ricostruire la città e di ripartire ma poi è accaduto qualcosa di molto strano. Infatti da un clima di campagna elettorale si è passati ad una situazione per cui le proposte sono state modeste ed è sembrato che la preoccupazione principale dei partiti, e di alcuni interessati, fosse quella che la Chiesa prendesse una posizione su quanto accaduto a Cerignola. Senza ripercorrere tutta la vicenda, della quale si è già ampiamente scritto, morale della favola è che dall’essere commissariato il Comune si è commissariata la Diocesi.

…E C’E’ CHI FA IL PROPRIO LAVORO In silenzio. Ci sono da una parte Commissari prefettizi, che cercheranno di amministrare al meglio una città che, al di là dello scioglimento del Comune, ha una marea di problemi (una su tutte, la SIA). E dall’altra ci sono le Forze dell’Ordine e la Magistratura che ormai da anni combattono una guerra di muscoli e di nervi con la criminalità cerignolana. La squadra Stato deve affrontare forse una delle partite più difficili ma non chiede nulla in cambio ai cittadini, se non di fare il tifo per loro o, meglio ancora, allacciarsi gli scarpini e scendere in campo al loro fianco.

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