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    Buone performance per Cardiologia: ridotte liste d’attesa

    Restano tuttavia le storiche criticità del presidio acuite dalle politiche sanitarie regionali del governo Emiliano

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    Notevolmente ridotte le liste d’attesa per esami cardiologici al Tatarella di Cerignola. La notizia è stata riportata circa dieci giorni fa sulla pagina locale de La Gazzetta del Mezzogiorno. «Nell’unità ospedaliera diretta da Vincenzo Raddato i numeri raccontano in maniera inequivocabile che si tratti di una struttura con ottime performance. A partire dalle liste di attesa per visite e ricoveri: praticamente azzerate. Dal momento della richiesta al cup non passa una settimana che tutte le prestazioni vengono evase e non si tratta solo di prestazioni di visita o controllo, ma anche di esami strumentali come il test da sforzo, l’ecocardiogramma o il doppler del tronco sovraortico, insieme a nuove tecniche di controllo dell’attività cardiache come l’ecotransesofageo, in pratica una prestazione specialistica con apposito macchinario per osservare il cuore dall’interno della zona torace del paziente. Anche le attività chirurgiche negli ultimi mesi sono raddoppiate con interventi di routine come l’inserimento peacemaker e defibrillatori, ma anche con chirurgia di urgenza su quei pazienti che arrivano con gravi problematiche cardiache al pronto soccorso o da altri punti di primo intervento delle zone limitrofe».

    Un risultato che però non può mettere in ombra le numerose criticità del presidio cittadino e, di conseguenza, le politiche sanitarie regionali di questi anni messe in campo dal Governo di Michele Emiliano. Dai concorsi, che procedono sempre a rilento, alle dotazioni organiche, dai posti letto ridotti alle liste d’attesa di alcuni reparti. Cardiologia registra una buona performance, come accadeva in passato per altri reparti attrattivi anche per le regioni limitrofe. «Se si considera che il bacino di utenza copre una densità di popolazione che si avvicina alle 150 mila persone si comprende bene come il reparto di cardiologia sia per davvero il cuore pulsante del Tatarella, ma soprattutto esso e con esso il personale che ci lavora svolgano un servizio di pubblica utilità che da un lato rassicura gli utenti e dall’altro li conforta, evitando loro gli sforzi di pesanti emigrazioni sanitarie».