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    Il pastore Nestore rivive all’IC “Carducci-Paolillo”

    Lo spettacolo tratto da “Il diario del pastore Nestore”, a cura di Silvia Ponti ha visto tra gli ospiti Antonio e Giuseppe Campana, due dei figli di Nestore

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    Far rivivere in carne ed ossa il pastore Nestore Campana, autore del libro “Il diario del pastore Nestore”, a cura di Siliva Ponti, edizioni Textus, scomparso una quindicina di anni fa. Questa la scommessa delle classi terze della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo “Carducci-Paolillo” di Cerignola, diretto dalla dott.ssa Maria Racanelli. Scommessa vinta, considerata la grande emozione per Antonio e Giuseppe Campana, due dei figli del pastore Nestore che hanno potuto visitare la mostra allestita dai ragazzi con una serie di lavori interdisciplinari ispirati ai racconti del diario del loro papà: un rap sulla transumanza, l’erbario delle meraviglie, il ricettario della cucina pastorale, carte tematiche relative ai tratturi e al tratturo regio Candela-Pescasseroli, brochure in lingua sulla transumanza, costruzione di telai per tessere e le fasi della giornata del pastore attraverso gli oggetti quotidiani da lui usato. Grande emozione per lo spettacolo con musica dal vivo “La transumanza: storie di vita e di amicizia” tratto dalle pagine del diario di Nestore.

    Suggestivo ed emozionante l’incipit dello spettacolo: una voce femminile fuori campo chiede al pastore di continuare a raccontarle di lui, chiaro riferimento a Silvia Ponti, che ha trascorso interi pomeriggi con Nestore per la stesura del testo, realizzata con dedizione e competenza. Su uno sfondo, vicino ad un gregge, la sagoma di Nestore campeggia su un campo di papaveri e margherite ad unire idealmente Abruzzo e Puglia. Sulla scena Nestore, al quale ha prestato volto e voce un alunno, chiacchiera con i nipoti intenti a messaggiare sui social con i loro smartphone. Da qui si snoda il racconto tra ricordi di vita, serenate alla futura moglie, ricordi di guerra, “storie di vita e di amicizia”. Commovente il cortometraggi, “L’ultima passeggiata di Nestore” per la regia di Cristopher Morra, in cui un Nestore maturo entra nella scuola media “Paolillo” e incontra il suo giovane interprete sulle note de “Il mio canto libero” cantata e suonata dal vivo dall’orchestra dei ragazzi della scuola.

    Come ha scritto nel suo saluto alla comunità scolastica dell’istituto cerignolano il sindaco di Villetta Barrea (AQ), la dott.ssa Giusy Colantoni, ai docenti va “il merito di aver portato all’attenzione degli alunni una delle pagine più significative di quella che si può definire microstoria dei territori” perché “la transumanza è un vettore di cultura, di esperienze e tradizioni” di cui Nestore rimane una delle testimonianze più autentiche di quel mondo agricolo-pastorale carico di valori umani, etici e culturali orami scomparso. La Transumanza, antichissima pratica di allevamento preservata dalle comunità dei territori rurali, nel 2018 è stata candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, richiesta avviata ufficialmente dall’Italia ed è stato formalmente avviato il processo di valutazione internazionale la cui decisione da parte del Comitato di governo dell’Unesco si conoscerà nel novembre 2019.

    L’incontro con l’autore s’inserisce all’interno del percorso tematico del curricolo dell’identità dell’Istituto previsto per le classi terze della scuola media: “La transumanza: percorsi da rivalutare” L’Istituto “Carducci-Paolillo”, da anni in prima linea con il “Progetto lettura”, organizza incontri con l’autore perché promuovere l’amore per la lettura significa appassionare gli studenti e svincolarli dall’idea della lettura come dovere scolastico. La promozione della lettura attraverso attività legate al territorio nasce dal bisogno emergente negli individui di riappropriarsi delle proprie radici locali rispetto ad una società globalizzata che, in un’ottica di relazioni ormai di livello planetario, tende ad annullarle, assimilando e uniformando consumi, abitudini e stili di vita, riassunte nel termine glocalizzazione, nata dalla fusione di due termini come globale e locale. Un’altra scommessa vinta dai ragazzi delle classi terze che hanno glocalizzato una tradizione ormai terminata come la transumanza, unendo i protagonisti di queste “storie di vita e di amicizia”, residenti tra Abruzzo, Puglia, Lazio e Svizzera.

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