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    Il Vescovo Luigi Renna ringrazia coloro che gli hanno manifestato solidarietà

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    Il vescovo Luigi Renna esprime gratitudine a quanti, in questi giorni, gli hanno manifestato solidarietà per gli attacchi perpetrati a danno della Diocesi, suo personale, di alcuni sacerdoti e laici. Tali accuse sono continuate anche dopo la conferenza stampa tenutasi il 23 u.s.: segno che c’è una volontà di colpire con fake news e gettare discredito. Il Vescovo esprime gratitudine anzitutto agli Arcivescovi e Vescovi che, in questo frangente, gli hanno mostrato la loro solidarietà; in particolare ringrazia il fratello Arcivescovo padre Franco Moscone crs, che guida l’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: più volte si è voluto contrapporre l’impegno del pastore della Chiesa sipontina a quello del pastore della Chiesa cerignolana, tacciando addirittura il secondo di disimpegno. Padre Franco ha precisato: “Manifesto vicinanza e sostegno al confratello nell’episcopato don Luigi Renna, oggetto di numerosi attacchi mediatici da parte di alcune testate giornalistiche. Insieme, nella trasparenza e nella condivisione, stiamo combattendo la medesima battaglia per affrontare e risolvere le diverse problematiche sociali, economiche e politiche del nostro territorio, in una fase così buia della nostra quotidianità. Sbagliano quanti utilizzano una distorta e limitata lettura del nostro operato per creare sterili e inutili contrapposizioni che, nella realtà, non esistono”. E inoltre: “Mi associo in perfetta comunione alle scelte compiute dal vescovo Renna e auspico che l’informazione si lasci sempre più guidare dalla onestà intellettuale e da una fattiva volontà di comunicare nella verità”.

    Mons. Renna ringrazia ancora il presbiterio della Diocesi che, su iniziativa del vicario generale e del vicario foraneo di Cerignola, ha espresso solidarietà ed ha pregato perché l’impegno per la ricostruzione della società civile ferita dalle azioni malavitose disseminate sul nostro territorio sia riconosciuta e sia sempre più efficace, soprattutto nell’opera di prevenzione nei confronti dei più giovani.

    Il Vescovo ringrazia l’Azione Cattolica e il Meic diocesano, quelli regionali e le Presidenze diocesane che, con dichiarazioni di solidarietà, hanno fatto corpo di fronte ad accuse infamanti, riconoscendo il lavoro di educazione alla legalità che è in atto nella Chiesa di Cerignola-Ascoli Satriano.

    Ringrazia, altresì, il prof. don Rocco D’Ambrosio, presidente dell’Associazione “Cercasi un fine”, della cui rete la Scuola socio-politica di Cerignola fa parte, che più volte è stato a Cerignola sia per le lezioni della Scuola che per le Settimane Sociali a parlare di legalità ed etica politica.

    Sono stati numerosi i sacerdoti, le comunità parrocchiali, i fedeli laici della diocesi, e delle Diocesi viciniori di Manfredonia e di Andria, gli ex alunni del Vescovo nel Seminario Regionale che, in tanti modi, si sono fatti vicini. Per loro il Vescovo scrive: “Con molti abbiamo collaborato per rendere più trasparente la vita della nostra società, traendo spunto dal Vangelo e dalla Dottrina della Chiesa, ma evidentemente questo impegno sfugge a qualcuno o viene addirittura contrastato con azioni calunniose”.

    LA LETTERA INTEGRALE DEL VESCOVO 

    Carissimi,

    all’indomani della Solennità del Santo Natale, sento il dovere di ringraziare quanti, in questi ultimi giorni, mi hanno fatto sentire la loro solidarietà per le accuse infamanti mosse nei confronti miei, di presbiteri e laici della Chiesa di Cerignola-Ascoli Satriano. Tali accuse, sono sicuro, continueranno perché hanno come unico fine quello di gettare discredito sulla Chiesa e sulla sua azione di educazione delle coscienze, che non cede a strumentalizzazioni giornalistiche o di altra natura.

    Ringrazio i miei confratelli Arcivescovi e Vescovi che mi hanno manifestato solidarietà. In modo particolare ringrazio per il comunicato stampa padre Franco Moscone crs, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: da alcuni giornalisti sono state contrapposte ad arte le mie dichiarazioni con le sue, le azioni della Chiesa di Cerignola con quelle della Chiesa sipontina, senza sapere che ci anima una fraterna comunione e una convergenza piena dell’analisi della nostra situazione sociale. Ringrazio anche sacerdoti e laici della Chiesa di Manfredonia, che ho avuto l’onore di amministrare per nove mesi, per la loro vicinanza.

    Ringrazio il presbiterio della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e quello della Vicaria di Cerignola particolarmente colpita: il vicario generale, il vicario foraneo, i presbiteri e i diaconi, sia in modo corale attraverso un comunicato stampa, sia a livello personale, hanno manifestato incredulità per la veemenza e l’infondatezza degli attacchi, sia per l’insinuazione che il clero fosse diviso sulla questione.

    Ringrazio l’Azione Cattolica ed il Meic diocesani e regionali: sono parte attiva nell’impegno per l’educazione alla legalità in vari territori della Regione e ben conoscono sia il mio pensiero che la mia azione, e non poche volte abbiamo lavorato nella direzione della ricostruzione. Sarà un lavoro lungo e difficile, ma vi chiedo di portarlo avanti, avendo a cuore anche un altro problema sul quale occorre fare luce: il ruolo distruttivo di un certo giornalismo che prolifera soprattutto in Capitanata e che sta contribuendo a impoverire la sua statura morale.

    Ringrazio l’Ufficio di Pastorale Sociale Regionale e l’Associazione “Cercasi un fine” che, rispettivamente, attraverso don Matteo Martire e il prof. don Rocco D’Ambrosio, hanno manifestato vicinanza e hanno testimoniato il comune impegno per rendere la nostra terra di Puglia più attenta alle questioni sociali e alla formazione socio-politica, manifestata con l’avvio della Scuola di Formazione dallo scorso anno.

    Ringrazio i numerosi ex alunni del Pontificio Seminario Regionale e della Facoltà Teologica Pugliese, nella quale, tra l’altro, ho insegnato Teologia morale sociale: con voi abbiamo studiato e lavorato per rendere più trasparente la vita della nostra società, traendo spunto dal Vangelo e dalla Dottrina della Chiesa, ma evidentemente questo impegno sfugge a qualcuno o viene addirittura contrastato con azioni calunniose.

    Ci sono tantissime persone che, in maniera semplice, con un saluto, con una telefonata o un messaggio hanno manifestato solidarietà e vicinanza: conservo i loro nomi soprattutto nel cuore e li invito a saper fare discernimento. Creare odio e divisione, sulla base di notizie parziali e infondate, è stata sempre un’azione volta a contrastare il bene che cresce, che tante volte non fa rumore. Esiste soltanto un antidoto alla superficialità di certo giornalismo e dell’opinione pubblica che viene disorientata: la capacità di fare discernimento. Mi auguro che essa cresca sempre più, per un cammino più lungimirante, di cui la nostra terra ha bisogno, ma del quale molti, preoccupati dei propri interessi, non hanno a cuore. Noi, a questo discernimento, dobbiamo continuare ad unire un’azione difficile che, purtroppo, ci vede sempre più soli: l’educazione delle coscienze. Solo questa restituirà alla nostra terra uomini e donne che hanno a cuore il bene comune. 

    Vi abbraccio e chiedo su tutti noi la benedizione di Dio,

    † don Luigi, vescovo