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    Metta tentato dalle dimissioni, ma resta e attacca: «c’è la volontà di colpire il Sindaco»

    «Si mobilitano energie solo al fine di provare ad incastrare il Sindaco»

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    «Mollo? No. La tentazione l’ho avuta. Poi però ci ripenso e dico che non la posso dare vinta a chi ritiene di dovermi attenzionare in questa maniera. Ho la coscienza apposto. Per quanto tentato il Sindaco resta al suo posto». Così Franco Metta nella striscia serale, il video in cui parla alla città, non risparmiando questa volta la Procura della Repubblica di Foggia e la “dottoressa” – probabilmente uno dei PM – che opererebbe a detta del Sindaco con «volontà persecutoria». «Da mesi la Procura della Repubblica di Foggia tiene sotto grande attenzione la mia persona. Quello che contesto è che si parta dal presupposto di voler arrestare il Sindaco prima di trovare qualcosa da contestare al Sindaco. C’è una condotta illecita? E’ bene che chi l’ha commessa ne risponda. Ma non è ammissibile che si parta dalla volontà di colpire il Sindaco Metta e poi si comincia a cercare l’occasione per colpirlo. Sta succedendo questo. E’ successo nei mesi scorsi. Inutilmente. Perché io non ho nulla da nascondere e nulla da rimproverarmi».

    E subito l’attacco agli inquirenti foggiani, la “dottoressa” che Metta non nomina. «Per rispetto nei confronti della magistratura non faccio il nome e cognome di chi di è reso protagonista di queste condotte ma sono veramente sconcertato e preoccupato. Perché costato una volontà persecutoria. Si mobilitano energie solo al fine di provare ad incastrare il Sindaco». E aggiunge: «lo chiederò alla dottoressa che non nomino, perché nutre tanta avversione nei miei confronti». Ritorna sulle indagini già effettuate il cicognino. «Mi hanno pedinato, intercettato, controllato i conti, indagato sulla mia ex-moglie, indagato su mia figlia, indagato sulla mia compagna, indagato sui miei amici. Una sorta di mania. Colpire un pubblico amministratore a prescindere dal fatto che costui abbia o meno commesso dei reati».

    Metta non le manda a dire a Procura e organi di polizia. Proprio mentre è a lavoro la Commissione d’accesso inviata dal Prefetto per verificare l’esistenza di possibili condizionamenti di tipo mafioso, Franco Metta riferisce di un disegno persecutorio nei suoi confronti. Sono diverse le questioni, mescolate più volte ad arte, che riguardano l’amministrazione e i suoi componenti. Dopo la perquisizione domiciliare all’ex-assessore Tommaso Bufano, l’indagine della Procura riguardante le possibili relazioni tra appalti e sponsorizzazioni sportive – dei PM Enrico Infante e Alessandra Fini -, l’ipotesi fallimento indotto della SIA e i vari fascicoli aperti dalla Guardia di Finanza.