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Agguato davanti alla saletta. La difesa chiede un confronto

L’IMPUTATO INTANTO DOPO 8 MESI IN CELLA HA OTTENUTO GLI ARRESTI DOMICILIARI

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Scarcerato dopo 8 mesi, ha ottenuto i domiciliari Luigi Tarantino, 32 anni di Cerignola, accusato del tentativo di omicidio del concittadino Leonardo Digirolamo di 26 anni: fu ferito gravemente a colpi di pistola davanti a una sala i via Trapani il pomeriggio del 6 aprile 2018. Il presunto pistolero, che respinge le accuse, fu arrestato dalla Polizia il 23 aprile 2019 su ordinanza del gip: risponde di tentato omicidio e armi. Avrebbe agito per contrasti e «gelosie» legate al mondo dello spaccio di droga secondo l’ipotesi accusatoria. Tarantino respinge le accuse, e sostiene che all’ora del delitto era lontano dal luogo dell’agguato e in compagnia di familiari. Il gup del Tribunale di Foggia ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari, accolto l’istanza dell’avvocato Giuseppe Perrone e mandato ai domiciliari Tarantino.

Il gup a marzo dovrà anche pronunciarsi sulla richiesta difensiva di processo abbreviato condizionato sia a interrogare una testimone che ha raccontato di aver appreso del coinvolgimento dell’imputato nell’agguato da una parente stretta dello stesso Tarantino, la quale invece nega la circostanza; sia a un confronto tra testimone e parente dell’imputato. A carico di Tarantino ci sono ci sono testimonianze, riprese video, l’alibi ritenuto falso dall’accusa, e intercettazioni. Il tentato omicidio avvenne alle 6 di pomeriggio del 6 aprile del 2018. Leonardo Digirolamo, già noto alle forze dell’ordine, era nei pressi di una sala scommesse in via Trapani quando sopraggiunse il killer col volto coperto da un casco integrale a bordo di una moto senza targa, e che esplose 4 colpi di pistola: la vittima fu colpita ad addome e torace e ricoverata inizialmente con prognosi riservata.

«Dalla visione dei video emersero forti sospetti su Tarantino» scrisse in una nota la Questura nel dar notizia dell’arresto dell’attuale imputato avvenuto un anno dopo il ferimento, ad aprile 2019 «le cui fattezze fisiche erano compatibili con quelle di chi viaggiava sulla “moto Gilera GP800” usata per l’agguato. Sospetti consolidati da quanto poi emerso dalle intercettazioni. Conferme sul coinvolgimento di Tarantino nell’agguato» proseguiva la ricostruzione dei poliziotti «arrivarono dalle intercettazioni che riguardarono la stessa vittima, che sin dal primo momento assunse un atteggiamento omertoso e non collaborativo con la Polizia». Digirolamo intercettato si sarebbe «lasciato andare a commenti significativi sul coinvolgimento di Tarantino, notato da alcuni conoscenti subito dopo l’agguato aggirarsi nei pressi della sala scommesse con la figlia in braccio». Ecco alcuni stralci delle intercettazioni: «quel pezzo di m… con la figlia in braccio… però gliela devo dire… appena esce dall’ospedale…»; «Luigi, Luigi infamone; scoppiatone. ti taglio, ti devo agguantare”». Nella nota stampa diffusa in occasione dell’arresto, i poliziotti ipotizzarono che il movente del tentativo di omicidio fossero «gelosie legate ai guadagni ricavati dallo smercio della droga da parte della vittima».

L’atto di accusa – La vittima colpita 4 volte

Il pm Maria Giuseppina Gravina aveva chiesto e ottenuto dal gip il processo immediato, che serve a saltare l’udienza preliminare, per Luigi Tarantino, cerignolano di 33 anni, accusato del ferimento del concittadino Leonardo Digirolamo, datato 6 aprile 2018. Il processo era stato fissato inizialmente davanti alla sezione collegiale del Tribunale di Foggia, poi l’avvocato Giuseppe Perrone ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato a interrogatorio di una testimone e confronto tra la teste e un parente dell’imputato, così gli atti sono stati trasmessi al gup che dovrà decidere a marzo se accogliere o meno l’istanza difensiva. Il pm contesta a Luigi Tarantino di «aver compiuto atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di Leonardo Digirolamno esplodendogli contro 4 colpi d’arma da fuoco e attingendolo alla zona addominale e toracica, così da perforare fegato, stomaco milza e intestino». Digirolamo fu ricoverato in gravi condizioni, operato e dopo alcuni giorni venne sciolta la prognosi. Taran- tino risponde anche del porto illegale dell’arma usata per l’agguato. L’accusa contro il presunto pistolero si basa sulle informative della Polizia, intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze, consulenza del medico legale nominato dal pm, le ordinanze cautelari a carico di Tarantino dell’aprile 2019 per l’agguato e dello stesso Digirolamo per droga del febbraio di un anno fa.

tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno

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