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L’Istituto “Augusto Righi” all’avanguardia nei settori di studio più innovativi

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Incontriamo la Dirigente Maria Rosaria Albanese, nell’ufficio di Presidenza dell’ampio edificio ubicato a Cerignola in Via Antonietta Rosati, 3 per conoscere le novità più rilevanti di uno degli Istituti Tecnici di più antica tradizione, l’ “Augusto Righi”. Un momento per fare il punto sulle attività della scuola e conoscerne la natura.

Preside, secondo le più recenti rilevazioni, gli studenti che “escono” dagli Istituti Tecnici hanno un tasso di inserimento nel mondo del lavoro che arriva al 50-60% a seconda del percorso di studi. Qual è il motivo di tale vantaggio?
R: “Il vantaggio è dato dal taglio teorico-pratico del piano di studi. Da sempre l’Istruzione Tecnica prevede nel proprio curricolo di studi ore di attività laboratoriale: questo è sicuramente il valore aggiunto che consente agli studenti degli indirizzi tecnici di maturare nel proprio percorso di studi un bagaglio di competenze per le quali sviluppano una solida padronanza già spendibile nel mercato del lavoro”.

L’Istituto “Righi”, uno dei più popolosi del territorio con più di mille studenti, è conosciuto per la ricca dotazione laboratoriale.
R: “In effetti i 14 laboratori, operativi sei giorni su sei e dalle cinque alle dieci ore al giorno, sono il nostro vanto. Essi supportano le esigenze didattiche di vari ambiti disciplinari: dall’informatica all’elettronica, dalla progettazione tecnica alla chimica, alla fisica, alla biologia. Di recente allestimento sono i laboratori di Robotica educativa e Automazione

La tradizione del “Righi” è informatica.
R: “ Da lunga tradizione il Righi ha preparato tecnici di alto livello negli ambiti informatico ed elettronico, molti dei quali hanno proseguito anche in percorsi politecnici laureandosi nei settori ingegneristici più all’avanguardia. Da questa matrice, negli anni, quello che un tempo era conosciuto come l’Industriale si è evoluto in una pluralità di indirizzi che l’hanno allineato alle attuali esigenze del mondo del lavoro”.

Tra gli indirizzi di studio del “Righi” è presente anche un percorso Liceale?
R: “Esatto. Oggi il Righi è, come numerosi altri nel territorio nazionale, un Istituto di Istruzione Superiore, che ospita indirizzi di studio di ordinamento tecnico (informatica, elettronica e biotecnologie sanitarie) e il Liceo Scientifico Opzione Scienze Applicate (LSOSA), un percorso liceale scientifico, di ordinamento, particolarmente indicato per chi intende approfondire la conoscenza di fisica, chimica, biologia, matematica. Il valore aggiunto del nostro Liceo scientifico è dato dalla presenza dell’informatica, una competenza irrinunciabile per chi oggi intenda intraprendere studi universitari nei settori tecnici più innovativi”.

Il Liceo prevede anche un’opzione quadriennale. Di cosa si tratta?
R: “Da due anni è attiva una sperimentazione ministeriale finalizzata a verificare la fattibilità di una durata più breve dei percorsi di istruzione superiori. Il Righi ha aderito, insieme ad altre 148 scuole superiori in tutta Italia, con un progetto quadriennale curvato proprio sul Liceo Scientifico Scienze Applicate. Tale percorso, centrato sulle discipline scientifico-matematiche, consente agli studenti di uscire dal percorso di istruzione a 18 anni, se non addirittura a 17, aprendo loro delle opportunità inedite sul piano delle scelte professionali e di studio future. Siamo al secondo anno di sperimentazione e possiamo ritenerci soddisfatti della qualità dell’offerta, come attestano i risultati scolastici dei nostri studenti”.

La tradizione, dunque, convive con l’innovazione: anche l’Indirizzo di Biotecnologie Sanitarie è una delle novità di maggior successo?
R: “Il successo di questo indirizzo è dato dal fatto che il mondo contemporaneo vuole più cultura tecnico-scientifica e i nostri ragazzi cominciano a chiedere alla scuola competenze spendibili in ambiti biomedicali e tecnico-sanitari. Per l’indirizzo di Biotecnologie Sanitarie siamo al terzo anno di corso: all’avvio del secondo biennio gli studenti approfondiscono gli studi di chimica, organica e analitica, microbiologia, anatomia e si preparano per facoltà come medicina e ambiti sanitari affini anche grazie alle esercitazioni pratiche di laboratorio”.

Lei accennava a due nuovi laboratori: Robotica e Automazione. Due cattedrali nel deserto?
R: “La devo correggere. La robotica e l’automazione sono tra le maggiori sfide del mondo contemporaneo: non vi è strumentazione tecnica, anche di uso comune, domestico o sanitario, che possa oggi prescindere dalla conoscenza della programmazione di sistemi di controllo e modelli matematici in grado di pianificare l’esecuzione di movimenti automatici. Il mondo futuro sarà popolato da robot in grado di migliorare la vita e la salute delle persone: per questo il mercato del lavoro chiede nuove competenze alle quali dobbiamo preparare i nostri ragazzi e il Righi è in grado di poter rispondere a queste esigenze”.

Per raggiungere tali obiettivi sono sufficienti i vostri interventi didattici?
R: “Abbiamo le risorse umane, professionali, strumentali e logistiche per guardare positivamente al futuro. Ma questo non ci basta”.

In che senso?
R: “Il traguardo è offrire ai nostri studenti occasioni di apprendimento attivo e arricchimento costante dei loro saperi. Quest’anno infatti la robotica sarà al centro dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (ex Alternanza Scuola-Lavoro) che le classi quarte si accingono a svolgere in modalità residenziale con aziende della Romagna. Già dallo scorso anno scolastico abbiamo optato per un utile scambio di esperienze a livello nazionale ed europeo che possono consentire ai ragazzi di confrontarsi con altre realtà per acquisire conoscenze e maturare prospettive nuove per il loro futuro lavorativo”.

Dunque i vostri traguardi inseguono l’eccellenza?
R: “ I nostri allievi più bravi di tutti gli indirizzi possono competere con i migliori nelle diverse facoltà universitarie e nelle facoltà di ingegneria informatica o elettronica: voglio ricordare che nella classifica di ‘Eduscopio’ dello scorso anno, il Liceo Scientifico quinquennale del Righi si è posizionato tra i corsi che preparano meglio all’ingresso nel mondo del lavoro. I ragazzi di tutti gli indirizzi svolgono anche scambi e gemellaggi europei, approfondiscono lo studio delle lingue e conseguono certificazioni informatiche. Ma non inseguiamo solo l’eccellenza”.

Spesso si parla di scuole “inclusive”. Ma l’inclusione è realtà o utopia pedagogica?
R: “Il nostro “credo pedagogico è dare a tutti i ragazzi un’opportunità di crescita culturale e di istruzione: anche gli allievi ‘speciali’ trovano al Righi una casa nella quale sentirsi accolti e poter sviluppare ogni potenzialità. A qualsiasi livello. I taglio operativo dei nostri indirizzi di studio e la flessibilità degli spazi didattici consentono a ciascuno di poter personalizzare il percorso di apprendimento”.

Lei parla delle nuove generazioni, ma purtroppo i soggetti adulti permangono ad un livello di conoscenze che sovente sfocia in quello che viene definito analfabetismo di ritorno.
R: “La tecnologia ha impresso una notevole accelerazione alle conoscenze, che da un anno all’altro diventano obsolete e bisognose di continuo aggiornamento. C’è anche da dire che la crisi sistemica presente in Italia, e nei nostri territori in particolare, con costante perdita di posti di lavoro, obbliga anche i soggetti adulti a rientrare in formazione. Questo, comunque, al di là di tutte le necessità e le urgenze congiunturali, può essere letto come un fenomeno positivo”.

Può chiarire meglio questo punto?
R: “Gli adulti che rientrano in formazione oltre che darsi nuove opportunità, sono una risorsa che incrementa il capitale umano e può sottrarre i soggetti ai canali della dispersione scolastica. Il corso serale del Righi svolge questo tipo di interventi: gli adulti, che per vari motivi non hanno conseguito un titolo di scuola superiore o vogliono darsi nuove prospettive lavorative, al Righi possono ottenere un diploma in ambito informatico. Sicuramente uno dei più richiesti”.

Dunque, Preside Albanese, è il caso di chiedersi cosa si voglia di più?
R: “Penso di poter affermare che nel panorama territoriale il Righi si collochi verosimilmente ad un livello molto soddisfacente: i problemi non mancano, ma ci sforziamo di rispondere alle esigenze di apprendimento dei nostri ragazzi dando il meglio di ciò che è nelle nostre possibilità. E’ un metodo di lavoro, più che un obiettivo, che cerchiamo di estendere a tutti i docenti e al personale dell’Istituto. Invito chi vorrà Domenica 26 gennaio, nell’ultimo open day dell’anno, a conoscere la nostra realtà formativa ed educativa: una vera opportunità”.

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