Coronavirus a Cerignola, negativi e guariti. Ecco la situazione attuale

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Se fino a poche settimane fa l’interesse ruotava intorno al numero dei contagiati, oggi l’esigenza primaria è comprendere in quanti sono guariti. Una questione che pare esser fuori dall’agenda comunicativa cittadina, ma che proviamo ad analizzare con cautela.

Innanzitutto è d’obbligo chiarire il concetto di guarito da Coronavirus. Sulla questione è intervenuto il Consiglio Superiore di Sanità, definendo due «tipologie» di guarigione: quella clinica e quella completa. Ma cosa si intende per guarigione clinica? «Un paziente può essere dichiarato guarito clinicamente da Covid-19 quando risultano svaniti i sintomi associati all’infezione da Sars-CoV-2 documentata dall’esame del tampone», ha precisato a più riprese Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Questa guarigione, come detto, si verifica in un periodo compreso tra una e tre settimane, a seconda della gravità del decorso della malattia. Raggiunto questo risultato, la persona potrebbe essere comunque contagiosa. Per essere certi che sia svanita anche la contagiosità, occorre un ulteriore passaggio. «Il paziente guarito è colui che ha superato i sintomi da Covid-19 e che risulta negativo a due test consecutivi per la ricerca di Sars-CoV-2», è quanto indicato dal Consiglio Superiore di Sanità. Diversi studi hanno però evidenziato che, in alcuni casi, la capacità di eliminare il virus persiste anche dopo l’esecuzione dei due tamponi. Per questo motivo in Italia, a titolo precauzionale e come ulteriore tutela per la collettività, alle persone reduci da Covid-19 viene indicato di rispettare un ulteriore isolamento (7-14 giorni). Durante questa fase, al paziente è richiesto di comportarsi come se fosse ancora sintomatico.

CERIGNOLA E I GUARITI Per quel che riguarda la città di Cerignola sono 60 i positivi (dato del 18.4) accertati e ufficializzati dalla Responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica. Di questi 11 sono purtroppo deceduti. Delle restanti 49 persone risultate positive alcune sono già ritornate a casa, dopo un periodo di ospedalizzazione. Di fatto ci sono i primi guariti, o più correttamente dovremmo parlare di pazienti risultati negativi a due tamponi. La non diffusione del dato sarebbe giustificata dal fatto che anche i cosiddetti guariti, ritornati a casa, non sono ancora totalmente tornati alla propria quotidianità pre-covid. Un dato però è certo: le persone risultate negative a due tamponi dopo aver contratto il virus sarebbero una decina.