«Serve un piano straordinario per salvare il commercio e la ristorazione a Cerignola»

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Tommaso-Sgarro

«Torniamo a chiedere con insistenza alla Commissione straordinaria di Cerignola di cominciare a organizzarsi per costituire un fondo di sostegno all’affitto per cittadini, esercizi commerciali, botteghe artigiane e cooperative sociali in difficoltà da finanziare con le risorse liberate attraverso la rinegoziazione di mutui con la Cassa Depositi e Prestiti». Tommaso Sgarro torna sulla proposta già avanzata qualche settimana fa insieme ai tre già Consiglieri Comunali di Cerignola Mirra, Moccia, Rendine.

«Occorre un piano Open come quello lanciato a Bari da Presidente dell’ANCI e sindaco della città capoluogo Decaro, che preveda la riduzione delle imposte di competenza del Comune per tutto il periodo di chiusura, l’occupazione di suolo pubblico gratuita fino al 50% in più alla riapertura, e un accordo con proprietari dei locali per ridurre e dilazionare nel tempo gli affitti».

«Piccoli ma decisivi interventi per non far morire il commercio e la ristorazione a Cerignola. Dal 18 maggio riapriranno i negozi, dal 1 giugno bar e ristoranti, occorre essere pronti. Su tasse come la Tosap per l’occupazione di suolo pubblico e la Tari sui rifiuti, si può e si deve intervenire. Sulla TARI abbiamo proposto suggerimenti per far finalmente chiarezza su questa vergogna tutta cerignolana della tassa sui rifiuti più alta. Nel frattempo va decurtata agli esercenti la TARI per i mesi on cui sono stati chiusi».

«Ci sono buone prassi che circolano per tutto il Paese in questo momento, che possono essere applicate anche a Cerignola. Chiediamo ai Commissari di convocare quanto prima le associazioni di categoria e cominciare a organizzarsi per questa fase», conclude Sgarro.