Crediti aziendali, come gestirli al meglio?

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Per ogni azienda è importante gestire con oculatezza il proprio portafoglio crediti. Questo d’altronde rappresentano una ricchezza di un’impresa e una grande quantità di situazioni insolute non fanno altro che privarla di liquidità e mettere di conseguenza in difficoltà l’intera gestione economico-finanziaria. Sono due fondamentalmente i tipi di crediti, quelli finanziari (prestiti, mutui e finanziamenti non rimborsati) e quelli commerciali (fornitura merci, erogazione di servizi e altre utilità). In entrambi i casi, comunque, è importante intervenire subito per tentare di recuperare quelle cifre dalle aziende in ritardo con il pagamento o non intenzionate a saldare.

Cose da sapere del recupero crediti

La procedura di recupero crediti diventa quindi un’attività fondamentale per le aziende e varia in base al tipo di società e allo stato in cui si trova in quel determinato momento. Non tutti i debitori sono uguali e di conseguenza non tutti possono essere trattati allo stesso modo: parlare con un “furbetto” seriale è un conto, farlo con una persona in difficoltà è un altro. Ecco perché esistono diversi modi per approcciarsi alla riscossione dei crediti, con procedure da rispettare con la massima attenzione. Meglio ancora se con una preventiva gestione oculata del soggetto debitore in questione, ad esempio attraverso partner come iCribis, che fornisce una lunga serie di dati sui quali costruire successivamente la propria strategia, dall’analisi del portafoglio crediti fino alla definizione ed esecuzione della strategia.

Telefonata recupero crediti, le fasi

Con tutte queste informazioni sarà più semplice elaborare un piano da seguire nel corso della telefonata per il recupero crediti. Questa non può essere improvvisata (tant’è che molte aziende si avvalgono di personale appositamente dedicato), perché si rischia di commettere errori e, nella peggiore delle ipotesi, di sfociare nell’illegalità senza nemmeno rendersene conto. La prima fase riguarda la constatazione dell’insoluto: se questo si verifica con un cliente di lunga data, inizialmente non è necessario intervenire, mentre se il debitore è nuovo, allora una prima telefonata interlocutoria per capire cosa stia succedendo e più che giustificata.

Trascorse due settimane dalla quella chiamata, si entra nella seconda fase, quella della telefonata ufficiale di sollecito fattura insoluta, comunicando chiaramente di voler riscuotere la cifra che ci spetta e di non tollerare ulteriori ritardi. Se anche questo tentativo andasse male, la terza fase è la raccomandata con ricevuta di ritorno. Potrebbe non essere sufficiente nemmeno questa: si entra così nell’ultima fase, quella che porta a rivolgersi a un servizio professionale di recupero crediti.