Lezioni on line, ora si corre il rischio di una forte dispersione scolastica

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«Catapultati nella didattica a distanza oggi, a distanza di qualche tempo, è necessaria una riflessione più approfondita, calata nella realtà cerignolana». Così il dirigente scolastico dell’Istituto Agrario “G. Pavoncelli” Pio Mirra descrive questi primi mesi di scuola a distanza.

«Grazie alla Dad e soprattutto a tanti docenti che, pur in assenza di una formazione specifica, hanno garantito la continuazione delle attività didattiche, la scuola sta assicurando la conclusione dell’anno scolastico in una situazione del tutto inaspettata. Speriamo che a settembre si possa ritornare a far suola in presenza, perché la didattica a distanza, che pure è servita nella fase più difficile mantenendo un filo tra gli studenti e gli insegnanti, resta una didattica prevalentemente emergenziale» afferma il dirigente.

Ma il rischio principale per Mirra è la dispersione scolastica, che potrebbe conoscere una nuova e pericolosa fase. «Nel 2018-2019 il 33,8% delle famiglie non aveva computer o tablet in casa, quota che nel centro-sud sale al 41,6%. Ma il problema non è solo la mancanza di dispositivi o di connettività. Nonostante l’impegno del Ministero dell’Istruzione a finanziare le scuole per l’acquisto di device da cedere in comodato agli studenti, la didattica a distanza riesce soprattutto se la immaginiamo come un grande esperimento di home-schooling. E riesce meglio per la fascia dell’obbligo. Molto meno per quei ragazzi la cui famiglia è totalmente assente o impegnata in emergenze quotidiane ritenute più importanti della scuola. Allora il vero limite nella didattica a distanza è che non riesce a raggiungere la parte più “fragile” degli studenti, che ogni anno sono a rischio di dispersione o sono già dispersi. Si finisce, quindi – sostiene il dirigente scolastico -, con l’acuire il disagio di alcuni studenti».

Il quadro è drammatico. «L’obiettivo del programma “Europa 2020” era di ridurre la dispersione scolastica al 10% entro il 2020. In Italia, dopo aver registrato un tasso medio di dispersione del 13,8% nel 2016, ha visto un aumento al 14% nel 2017 e al 14,5% nel 2018. Non è difficile prevedere un ulteriore drammatico incremento». Ancor più a Cerignola, dove sono in molti i docenti che lamentano fenomeni di “dispersione”. Chi frequentava irregolarmente la scuola – anche quella dell’obbligo – oggi non può essere abbandonato. Auspica un intervento coordinato anche con i servizi sociali il dirigente Mirra. «Non si può abdicare al tema dell’inclusione, obiettivo principale della scuola, ma per affrontarlo bisogna tornare il prima possibile alla didattica in presenza e far sì che questo tempo di sospensione dell’attività scolastica ordinaria non provochi danni a lungo termine. La scuola con il suo rituale quotidiano fatto da banchi, cattedra, campanella, regole è il “palcoscenico della vita” che aspetta in presenza i suoi “attori” a condividerne la bellezza».

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno