Fase 2, Coldiretti Puglia: regolarizzazione non basta, servono voucher agricoli

Secondo l'associazione di categoria, in regione perse 30mila giornate di lavoro

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La regolarizzazione degli extracomunitari non è risolutiva dei problemi del mondo agricolo anche per i tempi che non combaciano con quelli delle imprese e andrà a sanare la posizione di circa 2mila persone da impiegare in campagna in Italia, perché a beneficiarne saranno soprattutto colf e badanti. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia nel sottolineare che il problema della mancanza di manodopera particolarmente sentito in Puglia nelle campagne va affrontato con ogni strumento a disposizione, a partire dai voucher semplificati in agricoltura, considerato che sono 30mila le giornate di lavoro andate già perse in agricoltura in Puglia con la chiusura delle frontiere ai lavoratori stranieri per far fronte all’emergenza coronavirus.

“E’ importante aprire il più possibile il mercato alle opportunità di lavoro per gli italiani che rischiano il duro impatto occupazionale della crisi economica da Coronavirus. E per questo è ora necessaria subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire limitatamente al periodo di emergenza da parte dei beneficiari di ammortizzatori sociali ma anche di studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

L’intera filiera alimentare in Puglia è impegnata in prima linea – conclude Coldiretti Puglia – a garantire il cibo necessario alle famiglie, che  rischia di mancare se non verranno assunti provvedimenti straordinari per assicurare la presenza di manodopera nelle campagne. Sono l’unico strumento – insiste Coldiretti Puglia – per affrontare realisticamente in tempi rapidi una situazione che si sta facendo drammatica, con il calendario delle raccolte che si intensifica con l’avanzare della primavera.

Il blocco delle frontiere ha fatto venire meno – denuncia Coldiretti Puglia – la presenza di gran parte dei lavoratori stranieri dai quali dipende ¼ della produzione di Made in Italy alimentare, con oltre 973mila giornate di lavoro fornite da lavoratori stagionali stranieri solo in provincia di Foggia nel 2018, il 27,61% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, numeri e necessità avvertite anche nelle altre province della Puglia. Una esigenza che si è fatta drammatica con il calendario delle raccolte – conclude la Coldiretti – che si intensifica con l’avanzare della primavera, dopo fragole, asparagi, carciofi, ortaggi in serra, ci saranno le grandi raccolte di ciliegie, albicocche, pesche e percoche fino all’uva da tavola, con la scalarità delle diverse varietà fino a settembre.